Roma, 3 febbraio 2026 – In occasione di un appello alla pace ispirato alla storica figura di Martin Luther King, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della tregua olimpica come momento simbolico di sospensione dei conflitti e di riflessione comune. Nel suo discorso, Mattarella ha citato la celebre frase di King: “Dobbiamo essere la pace che vogliamo vedere“, sottolineando la necessità di un impegno individuale e collettivo per costruire un futuro di convivenza pacifica.
Sergio Mattarella: una presidenza di rilievo e continuità istituzionale
“Chiediamo — con ostinata determinazione — che la tregua olimpica venga rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi“. Nella cornice solenne della Scala, alle 19.32 di ieri, Sergio Mattarella apre ufficialmente la 145ª sessione del Comitato olimpico internazionale. Mancano tre giorni alla cerimonia inaugurale di San Siro. Il capo dello Stato richiama le parole di Martin Luther King: “Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo“.
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Il discorso del Presidente Mattarella
Mattarella prende la parola per ultimo e pronuncia un intervento netto contro la guerra, dopo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e la presidente del Cio Kirsty Coventry. “La violenza — sottolinea — da chiunque praticata, genera altra violenza“.
Ribadisce il valore dello sport come spazio di accoglienza e speranza: produce gioia, passione, rispetto per l’altro ed è libertà di progredire. Lo sport è incontro pacifico, testimonianza di fraternità nella lealtà della competizione. È l’opposto di un mondo segnato da barriere e incomunicabilità, e si contrappone alla violenza che calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne peggiora la qualità della vita.
Nelle prime file siedono il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il ministro dello Sport Andrea Abodi, i governatori di Lombardia e Veneto Attilio Fontana e Alberto Stefani, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’ex governatore Luca Zaia, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, oltre ai membri del Cio Alberto di Monaco e Jean Todt.
“Un evento globale”
Il momento storico è complesso e Mattarella lo riconosce apertamente. Ma l’evento va oltre la dimensione sportiva. “È un grande evento globale che lancia un messaggio al nostro tempo così difficile“, afferma, ricordando guerre, lacerazioni della vita internazionale, squilibri e sofferenze che oscurano le coscienze dei popoli.
L’Italia sarà al centro dell’attenzione mondiale, con atleti provenienti da oltre novanta Paesi. “Ne avvertiamo la responsabilità — aggiunge — e abbiamo affrontato con passione la preparazione“. L’ospitalità viene indicata come tratto distintivo dell’identità e della cultura italiana, uno spirito riconosciuto anche dalla presidente Coventry, ringraziata esplicitamente dal capo dello Stato.
Il resto del programma
Mattarella resterà a Milano anche giovedì e venerdì: inaugurerà Casa Italia e accoglierà a Palazzo Reale i capi di Stato. “Da Milano e Cortina, da Bormio, Livigno, Anterselva, dalla Val di Fiemme, da Verona — sede della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi — lo sport si proporrà come veicolo della speranza di Luther King“, una speranza condivisa dai popoli di tutti i continenti. I valori olimpici di lealtà, inclusione e fraternità, sottolinea Mattarella, sono principi che la Repubblica italiana ha fatto propri fin dalla sua fondazione, ottanta anni fa.

Il presidente con Coni Buonfiglio
Buonfiglio richiama il significato dell’antica tregua olimpica, che imponeva di accantonare i conflitti. L’attualità, osserva, è segnata dall’incertezza, ma il movimento olimpico deve restare un faro di pace. “La fiamma olimpica non trema. Anzi, ci invita ad unirci“.
Malagò, intervenendo in inglese, sottolinea come i Giochi invernali italiani coincidano con uno dei momenti più difficili della storia recente, rendendoli ancora più significativi. Il messaggio di pace, fratellanza e leale competizione, lanciato dagli atleti e dall’intera famiglia olimpica, è destinato a risuonare nel mondo. In mattinata, Coventry aveva inaugurato un murale dedicato alla tregua.
Sono le quarte Olimpiadi ospitate dall’Italia e le terze invernali. Mattarella assicura il massimo impegno affinché l’evento riesca al meglio, offrendo cordialità e amicizia e l’occasione di ammirare città e montagne. A chiudere la serata è l’orchestra della Scala, diretta da Riccardo Chailly, con un programma dedicato a Rossini e Verdi. “Lo spirito olimpico pervade già il Paese“, conclude Buonfiglio.






