Roma, 10 marzo 2026 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per venerdì alle ore 10 il Consiglio Supremo di Difesa, un incontro di particolare rilevanza istituzionale e strategica per affrontare la complessa situazione internazionale legata alla guerra in Medio Oriente e in particolare in Iran.
Consiglio Supremo di Difesa convocato da Mattarella in un momento delicato
Il tema al centro della riunione, come riferito da fonti governative e dal Quirinale, riguarda principalmente la crisi in corso in Medio Oriente e le sue implicazioni sul piano politico, economico e di sicurezza nazionale. La convocazione di questo organo di rilevanza costituzionale non è una prassi ordinaria, ma una misura che riflette la gravità e l’urgenza della situazione attuale. Il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal capo dello Stato – che in quanto comandante delle forze armate ha il compito di guidare tali incontri – si riunisce di norma almeno due volte l’anno. Tuttavia, come avvenne in passato, ad esempio il 24 febbraio 2022 dopo l’invasione russa in Ucraina, la convocazione può essere straordinaria in caso di crisi internazionali di grande impatto.

Parteciperanno alla riunione, oltre al Presidente Mattarella, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e altri esponenti coinvolti nei dossier di sicurezza e nelle questioni economiche legate al conflitto.
Il governo italiano, guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sta parallelamente preparando un discorso da presentare mercoledì al Parlamento per illustrare la posizione dell’Italia e le iniziative volte a mitigare gli effetti economici della crisi, in particolare per contrastare le speculazioni sul gas e i rincari dei carburanti. Tra le soluzioni allo studio vi è il meccanismo delle accise mobili sui carburanti, con un possibile decreto legge che potrebbe essere discusso in un prossimo Consiglio dei Ministri, anche se la convocazione di quest’ultimo non è ancora stata fissata.
Il ministro Tajani ha inoltre rassicurato sull’emergenza turisti italiani bloccati nell’area del Golfo, definendo la situazione sotto controllo.
Le implicazioni politiche e di sicurezza per l’Italia
L’attenzione del governo e del Quirinale rimane alta anche sul fronte della sicurezza interna e del sostegno agli alleati europei, Nato e del Golfo. Nei primi giorni del conflitto, infatti, era emersa una forte preoccupazione per il rischio che missili a lunga gittata potessero raggiungere le coste meridionali italiane. Tuttavia, fonti istituzionali hanno riferito che ora si ritiene che l’Iran abbia esaurito quel tipo di armamenti a lungo raggio.
Il ministro della Difesa Crosetto ha definito l’offensiva iraniana come “al di fuori delle regole del diritto internazionale”. Questa linea è condivisa anche dalla premier Meloni, che tuttavia non ha mai nominato direttamente gli Stati Uniti o Israele nel suo giudizio sul conflitto. In un’intervista televisiva recente, la presidente del Consiglio ha evitato di condannare o condividere apertamente l’intervento militare avviato da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, mantenendo una posizione prudente.
Le consultazioni tra il capo dello Stato e il presidente del Consiglio sono state frequenti nelle scorse settimane. Meloni si è recata al Quirinale mercoledì scorso per un confronto con Mattarella, che si è poi incontrato brevemente con la premier anche in occasione della cerimonia per la Giornata internazionale della donna. Questi incontri testimoniano la centralità del dialogo istituzionale in un momento così delicato per la politica estera e la sicurezza nazionale.
Sul fronte economico, l’esecutivo è impegnato a fronteggiare i timori legati al possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, che potrebbe aggravare ulteriormente la pressione sui prezzi e sull’economia domestica. Parallelamente, la premier mantiene contatti internazionali costanti, in attesa di definire eventualmente un vertice dei leader del G7 per discutere della crisi mediorientale.
Il dibattito parlamentare e le posizioni dell’opposizione
In Parlamento, l’attesa per le comunicazioni di Giorgia Meloni è elevata, con le opposizioni pronte a sollevare questioni importanti, tra cui l’eventuale utilizzo delle basi militari americane sul territorio italiano. Dall’esecutivo, però, arrivano rassicurazioni sul fatto che non vi siano richieste formali da parte degli Stati Uniti in tal senso.
Il centrosinistra sta lavorando per presentare una risoluzione unitaria sulle comunicazioni della premier, che includa anche una posizione condivisa sulla crisi ucraina. I partiti coinvolti – Pd, M5s, Avs, +Europa e Italia Viva – cercano una linea comune che possa rappresentare un fronte compatto in Parlamento.
Intanto, sul fronte politico, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha criticato la posizione della premier, definita ambigua: “Non condanno ma non condivido, una parola è poca ma due sono troppe”, ha affermato, sottolineando come l’Italia non possa restare a metà strada nel prendere posizione sul conflitto. Matteo Renzi, invece, ha attaccato il governo Meloni sulle questioni economiche, sostenendo che il primo vero speculatore sia proprio l’esecutivo per l’aumento delle accise sui carburanti deciso nella legge di bilancio.
Questa dinamica politica riflette la complessità del momento e le sfide che l’Italia deve affrontare, sia sul piano internazionale sia sul fronte interno, con un equilibrio delicato tra sicurezza, diplomazia ed economia.
Le parole di Mattarella
“La contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali”, “i protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al teatro del Maggio a Firenze dove ha ricevuto la laurea honoris causa in “Politica, istituzioni e mercato”. “La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi” è il richiamo del Capo dello Stato.






