Firenze, 4 marzo 2026 – In occasione dell’iniziativa “Tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento” tenutasi oggi a Firenze, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha espresso una dura critica nei confronti dell’attuale governo in materia di tutela delle donne vittime di violenza e di discriminazione di genere sul lavoro.
La critica di Landini sulla gestione governativa della violenza di genere
Maurizio Landini ha sottolineato come la logica seguita dall’esecutivo non solo non combatta la cultura maschile che alimenta la violenza, ma addirittura produca provvedimenti che rischiano di far sentire la donna stuprata come colpevole o costretta a giustificarsi per quanto accaduto. «La donna stuprata in un qualche modo diventa lei colpevole o è lei che deve giustificarsi di quello che è avvenuto», ha dichiarato Landini, evidenziando il pericolo di una regressione culturale da contrastare con forza. Il segretario ha inoltre ricordato la grande manifestazione di sabato scorso a Roma, che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, uomini e donne, per chiedere un rifiuto netto del cosiddetto Ddl stupri.
Discriminazione di genere nei luoghi di lavoro: un problema irrisolto
Nel corso dello stesso evento, Landini ha affrontato anche il tema della discriminazione di genere nel mondo del lavoro, affermando che questa realtà, purtroppo, non è stata invertita nemmeno dall’attuale governo. «Non è un problema che nasce con questo governo – ha detto – però è evidente che questo governo in questi anni non ha fatto nulla per invertire sostanzialmente questo problema e questa tendenza». Ha inoltre criticato il mancato pieno recepimento della direttiva europea sulla parità di trattamento, che avrebbe dovuto rafforzare le tutele previste dalla Costituzione e dalle leggi italiane, ma che invece rischia di far peggiorare la situazione.
Per Landini, la festa dell’8 marzo assume quest’anno un significato particolare, non più solo una ricorrenza, ma una giornata di mobilitazione sindacale e sociale per riaffermare l’importanza di una cultura della parità e del rispetto nei luoghi di lavoro e nella società. Il segretario generale della CGIL ha invitato a fare della differenza di genere un obiettivo contrattuale, sindacale e politico imprescindibile.



