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Landini: “Non vogliamo cambiare la Costituzione, ma applicarla contro le riforme del governo”

Il leader della Cgil critica le riforme del governo e invita a difendere la Costituzione, sottolineando il ruolo decisivo della società civile nel referendum sulla giustizia

by Marco Viscomi
10 Gennaio 2026

Roma, 10 gennaio 2026 – Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto oggi a Roma alla presentazione del comitato “Società civile per il no” al referendum sulla giustizia, guidato da Giovanni Bachelet, per ribadire la sua posizione critica nei confronti dell’attuale governo e delle riforme proposte in materia di giustizia e Costituzione.

Maurizio Landini: “La Costituzione non è proprietà del governo”

Nel suo intervento, Maurizio Landini ha replicato a un’affermazione fatta ieri dalla presidente del Consiglio, secondo cui una parte del paese che manifesta si metterebbe “dalla parte sbagliata della storia“. “Ma chi ci spiega qual è la parte giusta della storia?“ ha chiesto il leader sindacale, sottolineando che se si considerasse la storia da cui proviene buona parte dell’attuale esecutivo, la Costituzione e la democrazia non esisterebbero. Landini ha ricordato che il governo è al potere proprio grazie alla sconfitta del fascismo e del nazismo e alla salvaguardia della Costituzione.

“Noi non siamo quelli che vogliono cambiare la Costituzione, ma per applicarla, perché non è ancora applicata“, ha affermato, ribadendo come l’obiettivo sia rispettare e attuare integralmente la Carta fondamentale, piuttosto che smontarla.

 

Referendum sulla giustizia: una sfida cruciale

Il segretario generale della Cgil ha sottolineato l’importanza di vincere il referendum, evidenziando che non occorre un quorum per la validità della consultazione: “vince chi prende un voto in più“. Ha quindi esortato a convincere il maggior numero possibile di cittadini a partecipare, in un momento che ha definito di crisi della democrazia, con una bassa affluenza al voto.

Maurizio Landini ha inoltre contestato la natura delle riforme in discussione, sostenendo che l’intervento del governo non riguarda il miglioramento della giustizia, ma un disegno politico più ampio volto a modificare radicalmente la Costituzione. Ha spiegato che il vero modo per far funzionare meglio la giustizia sarebbe quello di assumere i 12.000 giovani precari attualmente a rischio licenziamento e investire nelle strutture e nelle risorse necessarie per garantire tempi più rapidi e certezza del diritto.

“La divisione delle carriere non c’entra nulla con la riforma della giustizia“, ha detto Landini, aggiungendo che si tratta invece di un tentativo di mettere in discussione l’indipendenza della magistratura.

“Volontà autoritaria da parte del Governo”

“Il governo ci ha portato a fare un referendum che nessuno gli aveva chiesto di fare e l’ha fatto confermando una volontà autoritaria, mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo, perché una gestione autoritaria del governo del nostro paese è già in campo. Lo dimostra il Parlamento che non è stato messo nelle condizioni di discutere una virgola della riforma della giustizia e la stessa cosa l’abbiamo vista sulla legge di bilancio e altro“.

Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini intervenendo alla presentazione del comitato ‘Società civile per il no‘ al referendum sulla giustizia, guidato da Giovanni Bachelet, in corso a Roma. Il segretario ha così aggiunto:

“Ad esempio cè un tentativo esplicito di mettere in discussione il ruolo delle organizzazioni delle rappresentanze sociali. Per questo governo il confronto funziona così: ‘Io ti ascolto, tu mi dici eventualmente quello che pensi e poi io faccio quello che mi pare e avendo la maggioranza posso fare quello che mi pare anche cambiando la Costituzione”.

Maurizio Landini: “La mobilitazione dovrà essere capillare”

 “In Italia ci sono 8000 comuni, se vogliamo davvero affrontare il tema del referendum, in ogni comune ci devono essere comitati in ogni seggio ci devono essere rappresentanti, insomma serve fare un lavoro organizzativo e capillare. Cominciamo a camminare comune per comune, quartiere per quartiere e territorio per territorio. Parlando con le persone e rendendo evidente quella che è la posta in gioco che abbiamo di fronte e la posta in gioco è il futuro della nostra democrazia”.

Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini intervenendo alla presentazione del comitato ‘Società civile per il no’ al referendum sulla giustizia, guidato da Giovanni Bachelet, in corso a Roma.

Tags: CGILMaurizio LandiniReferendum Giustizia

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