Torino, 2 marzo 2026 – Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha rilanciato con forza la sua battaglia per la tutela e il rilancio del servizio sanitario pubblico italiano, annunciando l’imminente avvio di una raccolta di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare. L’annuncio è stato fatto nel corso dell’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici della Città della Salute di Torino, una delle principali strutture sanitarie italiane, dove Landini ha posto l’accento sulla necessità di invertire la rotta rispetto alle politiche attuali.
Una raccolta firme per il servizio sanitario pubblico: la sfida di Landini
«È fondamentale essere qui perché il diritto alla salute è un diritto sancito dalla nostra Costituzione e deve rimanere gratuito e universale», ha sottolineato Landini, evidenziando come invece oggi questa garanzia venga messa in discussione dalla progressiva riduzione degli investimenti nella sanità pubblica. Il segretario della Cgil ha ribadito con decisione che «dopo il referendum previsto per aprile, lanceremo una raccolta di firme nazionale per una legge di iniziativa popolare dedicata proprio al rafforzamento del servizio sanitario nazionale pubblico».
Landini ha inoltre messo in luce le difficoltà quotidiane che incontrano i lavoratori della sanità: «C’è un problema riguardante le loro retribuzioni, gli organici sono insufficienti e le condizioni di lavoro spesso sono insostenibili. Servono più assunzioni». La Cgil, ha detto, vuole che queste problematiche diventino un tema centrale nel dibattito pubblico e politico.
In relazione ai salari, Landini ha criticato la risposta del governo, che ha concesso aumenti salariali «pari a un terzo dell’inflazione reale», motivo per cui il sindacato non ha firmato gli accordi proposti. «Questi aumenti non sono sufficienti e rischiano di ridurre il potere d’acquisto dei lavoratori. Dietro a tutto questo si nasconde un tentativo di spingere verso la privatizzazione della sanità pubblica», ha concluso il leader sindacale.
Sciopero generale e mobilitazioni: la protesta del mondo del lavoro
Le parole di Landini si inseriscono in un contesto di crescente mobilitazione del sindacato. Lo scorso 12 dicembre 2025, la Cgil ha promosso uno sciopero generale che ha coinvolto quasi tutti i settori pubblici e privati, con un’adesione stimata al 68% e circa mezzo milione di persone scese in piazza in tutta Italia. «Da tutta Italia sono arrivati messaggi chiari: la maggioranza di chi tiene in piedi questo Paese non condivide e non accetta la Manovra economica del governo», ha dichiarato Landini.
Le manifestazioni si sono svolte senza incidenti gravi in numerose città, da Nord a Sud, con una significativa partecipazione anche nel settore della sanità, dove il personale ha denunciato condizioni di lavoro precarie e retribuzioni insufficienti. Tuttavia, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha definito lo sciopero un «flop», affermando che l’adesione sarebbe stata solo del 4,4%, una stima contestata con forza dalla Cgil.
A Firenze, una delle piazze più affollate durante lo sciopero, Landini ha ribadito la richiesta di un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali del governo. «Non si arriva alla fine del mese, i salari sono bassi, e mentre aumentano le spese militari, l’unica spesa pubblica che si prevede è il riarmo», ha detto davanti a migliaia di manifestanti, sottolineando che «il lavoro deve avere diritti e basta sfruttamento».
In questa occasione, il segretario Cgil ha anche rivolto un appello a Confindustria e alle altre associazioni datoriali affinché si aprano trattative per «eliminare i contratti pirata» e si estendano le elezioni delle Rsu e dei rappresentanti alla sicurezza sul lavoro, per riportare al centro il lavoro e la giustizia sociale.
Landini e la difesa della Costituzione e della democrazia
Parallelamente alle questioni legate al mondo del lavoro e alla sanità, Landini ha espresso la sua posizione netta sul referendum costituzionale in programma, invitando a votare No alla proposta di modifica della Costituzione. «Siamo di fronte a un Governo che ci chiede di votare per cambiare la Costituzione, e per la Cgil è importante dire No», ha spiegato a margine dell’assemblea a Torino.
Secondo Landini, la riforma in discussione non rappresenta una vera innovazione, ma costituisce invece «un attacco ai diritti fondamentali», in particolare riguardo all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Il segretario ha sottolineato che i veri problemi della giustizia non sono affrontati nel dibattito sulla riforma, mentre il governo punta invece ad aumentare i propri poteri, una «logica autoritaria che non ha nulla a che fare con la nostra Costituzione».
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di impegno della Cgil per la difesa di una democrazia che si fondi sul rispetto dell’equilibrio tra i poteri e sulla tutela dei diritti dei cittadini.
Un sindacato impegnato anche sul piano internazionale
Nel corso dell’assemblea torinese, Landini ha anche affrontato il tema della guerra e della politica internazionale, definendo la situazione in Iran come «uno sdoganamento della guerra», denunciando come questa venga condotta «fuori da qualsiasi regola del diritto internazionale».
Ha ribadito il sostegno della Cgil alle donne iraniane e a tutte le persone che si battono per la democrazia, ma ha condannato con fermezza ogni forma di guerra e violenza, auspicando un ritorno alla diplomazia e al cessate il fuoco. «Come movimento sindacale ci batteremo in tutti i luoghi possibili, insieme ai sindacati europei e mondiali, per contrastare questa cultura della guerra e affermare i valori della democrazia e dei diritti dei popoli», ha concluso.






