Roma, 30 gennaio 2026 – La Lega ha formalmente presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge che mira a vietare l’accesso ai social network per i minori di 15 anni, consentendo l’uso solo a chi supera tale età e con il consenso verificabile dei genitori. L’iniziativa, di cui è prima firmataria la deputata Giorgia Latini, punta a tutelare la salute psicofisica dei giovani utenti, alla luce delle evidenze secondo cui un uso eccessivo di tali piattaforme può influire negativamente su vari aspetti del benessere, dal sonno alla concentrazione, fino a provocare stati di ansia, depressione, cyberbullismo e manipolazione emotiva.
Le misure previste dalla proposta di legge sui social
Il testo, articolato in cinque articoli, prevede che i fornitori di social network adottino misure tecniche e organizzative adeguate per la verifica dell’età degli utenti e per la mitigazione dei rischi legati a contenuti nocivi e a pratiche manipolative o dipendenza da algoritmi. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) avrà il compito di monitorare l’applicazione della normativa e di pubblicare annualmente un rapporto al Parlamento. Inoltre, il disegno di legge incarica il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con quello della Salute, di promuovere programmi di educazione digitale nelle scuole, affinché gli studenti comprendano il funzionamento degli algoritmi e sappiano gestire consapevolmente il tempo trascorso online. È inoltre istituito un osservatorio nazionale sull’impatto dei social sui minori.
Il contesto nazionale ed europeo
In Italia, la proposta si inserisce in un quadro legislativo più ampio che vede la recente introduzione di un sistema di verifica dell’età tramite un mini-portafoglio digitale nazionale, che dovrebbe entrare in funzione entro il 30 giugno 2026, consentendo alle piattaforme di certificare che un utente abbia superato i 15 anni senza divulgare dati personali sensibili. La normativa italiana, sottoscritta da vari gruppi parlamentari e ispirata alle leggi similari adottate in Francia e in altri Paesi europei, si confronta con il regolamento europeo sul digitale, il Digital Services Act (Dsa), che impone protezioni per i minori ma lascia ai singoli Stati la definizione dell’età minima per l’accesso ai social network.
La proposta della Lega, che riflette le preoccupazioni sull’impatto psicologico e sociale dei social sui giovani, avvia un percorso legislativo che richiederà un equilibrio tra tutela della sicurezza, rispetto della privacy e promozione dell’educazione digitale, in un contesto internazionale che vede posizioni diversificate sull’età minima e sulle modalità di controllo.






