Catania, 31 marzo 2026 – La base militare di Sigonella, in Sicilia, torna al centro di una tensione diplomatica tra Italia e Stati Uniti. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Corriere della Sera, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, avrebbe imposto il divieto di utilizzo della base aerea statunitense per gli aerei diretti in Medio Oriente. La decisione, emersa soltanto oggi, risalirebbe a qualche giorno fa ed è destinata a influenzare i rapporti bilaterali, evocando ricordi della celebre Crisi di Sigonella del 1985, quando il governo italiano guidato da Bettino Craxi entrò in rotta di collisione con la presidenza Reagan negli Stati Uniti.
Sigonella: un nodo strategico e simbolico
La base di Sigonella, situata in Sicilia, ha storicamente rappresentato un punto nevralgico per le operazioni militari statunitensi nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. L’attuale divieto imposto da Crosetto, ministro della Difesa dal 2022 e noto per le sue posizioni ferme sulla sovranità nazionale, rappresenta un gesto politico significativo che potrebbe innescare una crisi diplomatica. Nel 1985, la crisi scoppiò in seguito al dirottamento dell’Achille Lauro, un episodio drammatico che portò a un confronto acceso tra le autorità italiane e americane.
La memoria storica della Crisi di Sigonella
Nel dettaglio, la crisi del 1985 nacque dal sequestro della nave da crociera italiana Achille Lauro da parte di terroristi palestinesi, culminando nell’uccisione del passeggero statunitense Leon Klinghoffer. La base aerea di Sigonella divenne teatro di un potenziale scontro armato tra le forze italiane, che sostenevano il controllo della nave in territorio nazionale, e la Delta Force americana, intenzionata a catturare i terroristi. Grazie a un’intensa attività diplomatica, guidata dal presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal ministro degli Esteri Giulio Andreotti, l’Italia riuscì a gestire la delicata situazione evitando un conflitto aperto e riaffermando la propria sovranità.
Il ruolo di Guido Crosetto e l’attualità di Sigonella
Il ministro Guido Crosetto, con una lunga esperienza politica che lo ha visto anche sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi e fondatore di Fratelli d’Italia, ha scelto di adottare una linea decisa sulla gestione della base di Sigonella. Crosetto, noto per le sue posizioni critiche nei confronti delle politiche estere americane e per il suo impegno nel rafforzare l’autonomia italiana in ambito militare, ha comunicato il divieto agli Stati Uniti, segnalando un momento di forte tensione nelle relazioni transatlantiche.
La base di Sigonella rimane inoltre centro di attività e iniziative per le giovani generazioni statunitensi presenti sul territorio, come il Youth Complex Marinai, struttura ricreativa e culturale dedicata ai giovani tra gli 11 e i 18 anni, che offre attività sportive, artistiche e sociali, rafforzando così il legame tra la presenza militare e la comunità locale.






