Roma, 18 marzo 2026 – In un’intervista rilasciata a Rai3 durante la trasmissione Agorà, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso la posizione dell’Italia riguardo al conflitto in corso in Iran, sottolineando la lealtà verso gli Stati Uniti e la posizione della NATO nel contesto attuale.
Tajani: “Leale con gli Usa, ma la guerra in Iran non è affare della NATO”
Il ministro ha ribadito che “noi siamo sempre stati leali con gli Usa, ma questa guerra non coinvolge un’area di competenza della NATO”. Ha poi precisato che l’Italia continuerà a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso: la Marina italiana garantirà il passaggio delle navi con le unità Aspide e Atlanta, quest’ultima impegnata anche nella protezione contro la pirateria. Tajani ha inoltre evidenziato che la difesa di Cipro è giustificata dal fatto che si tratta di un paese europeo, mentre ha ricordato che la Turchia deve essere protetta dalla NATO, ma ha concluso chiarendo: “non siamo in guerra”.
Sulla questione dello Stretto di Hormuz, cruciale per il transito del petrolio, il ministro ha sottolineato la necessità di una soluzione multilaterale: “per lo Stretto di Hormuz serve una soluzione con le Nazioni Unite. Non vedo altra possibilità”, avvertendo contro ogni coinvolgimento diretto: “non possiamo infilarci in una guerra, e andare a Hormuz significherebbe proprio questo”. Tajani ha anche evidenziato che, dal punto di vista militare, un intervento sarebbe inappropriato, poiché le fregate hanno armi limitate rispetto a quelle dell’Iran.
Il quadro regionale e le tensioni in Medio Oriente
Commentando l’uccisione di leader iraniani da parte di Stati Uniti e Israele, Tajani ha sottolineato che tali azioni stanno infliggendo “colpi durissimi” a Teheran, ma ha ricordato che l’Iran mantiene ancora capacità militari significative, compresi droni e armi sofisticate. Ha inoltre menzionato l’esistenza di una rete anti-regime all’interno del paese che fornisce informazioni sensibili ai suoi avversari. Per il ministro, la conclusione del conflitto richiederà tempo: “ci vorranno settimane, e non pochi giorni”.
Infine, Tajani ha auspicato un cambio di strategia da parte di Teheran: “l’Iran dovrebbe decidere di non proseguire col percorso nucleare e far capire che Hormuz non può essere strozzato”. Ha aggiunto che l’Iran non può assumere il ruolo di “gendarme negativo del petrolio”, anche perché alternative come il corridoio Imec potranno garantire un percorso via terra per le forniture energetiche.






