Bologna, 7 marzo 2026 – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto a Bologna durante un evento organizzato dalla Lega, affrontando i temi della sicurezza interna, delle manifestazioni pubbliche e del referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo. Il ministro ha espresso preoccupazione per il possibile trasferimento dei conflitti legati alla guerra nelle piazze italiane, sottolineando la necessità di monitorare attentamente le prossime manifestazioni, tra cui quella dei movimenti antagonisti prevista a Roma il 28 marzo.
Sicurezza e manifestazioni: l’allarme di Piantedosi
Durante il suo intervento, Piantedosi ha evidenziato come le discussioni pubbliche sulle vicende internazionali, in particolare quelle legate alla guerra, possano degenerare in contrapposizioni radicali che si riflettono nella vita sociale e nelle piazze italiane. Ha confermato che il ministero dell’Interno sta monitorando con attenzione alcune manifestazioni programmate, con un occhio particolare a quelle di natura antagonista. In questo contesto, il ministro ha ricordato la contestazione avvenuta recentemente a Bologna, dove una ventina di attivisti di Potere al Popolo e altri collettivi hanno manifestato fuori dall’hotel Savoia Regency, dove si teneva un evento di Fratelli d’Italia a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia. Gli attivisti hanno ribadito il loro “no sociale” al governo Meloni e alle politiche di sicurezza, annunciando una nuova manifestazione a Roma il 14 marzo.
Referendum sulla giustizia e dialogo sui Cpr a Bologna
Riguardo al referendum sulla giustizia, Piantedosi ha rassicurato che, nonostante le tensioni internazionali, il voto si svolgerà con regolarità, sostenendo la tradizione italiana in materia di consultazioni elettorali. Al centro del dibattito anche la questione dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), con particolare riferimento a Bologna. Il ministro ha manifestato la propria disponibilità al dialogo con le istituzioni locali, ma ha sottolineato che il confronto deve essere costruttivo e basato su obiettivi chiari. Ha ricordato che la proposta di realizzare un Cpr a Bologna è nata dopo l’omicidio del controllore Alessandro Ambrosio da parte di uno straniero non rimpatriato, e che la città registra una percentuale di reati commessi da stranieri superiore alla media nazionale (48% contro il 35%). Piantedosi ha ribadito che il progetto del Cpr proseguirà parallelamente al dialogo con la Regione Emilia-Romagna, come previsto dalla legge.
Il ministro ha inoltre criticato l’atteggiamento del Comune di Bologna, che a suo avviso ha sollevato accuse generiche sulla sicurezza senza poi impegnarsi nelle soluzioni concrete. La proposta di potenziare i presidi territoriali per agevolare i rimpatri, inclusa la realizzazione del Cpr, rimane una priorità per il governo.
Questi temi si inseriscono in un clima di crescente tensione politica e sociale, con manifestazioni sia di sostegno che di critica all’azione del governo in materia di sicurezza, immigrazione e giustizia, a pochi giorni dal voto referendario.






