Roma, 20 febbraio 2026 – Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Milleproroghe, una procedura d’urgenza che conferma la centralità di questo provvedimento nel dibattito parlamentare. La richiesta è stata avanzata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.
La fiducia sul Milleproroghe
La chiamata in Aula per la fiducia sul decreto Milleproroghe è stata fissata per lunedì 23 febbraio a partire dalle ore 14, con le dichiarazioni di voto anticipate alle 12.20. Il decreto-legge n. 200 del 2025, in esame, riguarda la proroga di termini normativi e contiene misure di carattere tecnico e operativo. Successivamente, il testo è atteso per la conversione in legge anche al Senato, dove è previsto in discussione martedì 24 febbraio.
Critiche e opposizioni in Aula
L’intervento più critico è stato quello di Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) nella commissione Affari costituzionali della Camera, che ha definito il decreto come un esempio di confusione e disorganizzazione. Zaratti ha sottolineato l’anomalia del Milleproroghe, in quanto nessun altro paese europeo adotta un provvedimento simile, soprattutto in prossimità della legge di Bilancio. Ha evidenziato i molteplici cambi di pareri da parte del governo durante l’iter in commissione e ha denunciato l’assenza di interventi significativi su temi quali la giustizia, il personale sanitario, l’editoria e la sperimentazione animale.
In particolare, è stata accolta con sollievo la cancellazione della proposta di proroga fino al 2038 delle centrali a carbone, mentre è stata criticata la volontà di prolungare la vita del rigassificatore di Piombino, giudicata contraria alle politiche di transizione energetica.
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