Roma, 9 marzo 2026 – Il dibattito sulla giustizia italiana si infiamma con nuove dichiarazioni che vedono protagonisti il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e la premier Giorgia Meloni, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio che interviene per smentire alcune affermazioni.
Giuseppe Conte critica le affermazioni di Meloni sull’efficienza della giustizia
Nel corso del forum ANSA di oggi, Giuseppe Conte ha rivolto dure critiche alle posizioni espresse dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito alla riforma della giustizia. Secondo Conte, il vero problema del sistema giudiziario non risiederebbe nelle carriere separate, che sarebbero già di fatto esistenti, ma in altri aspetti non meglio specificati.
Il presidente del M5S ha citato un intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che avrebbe definito “ignorante” chi sostiene che la riforma in discussione possa migliorare l’efficienza della magistratura. “Chi dice che la riforma migliorerà l’efficienza della magistratura è un ignorante”, ha affermato Nordio, in netto contrasto con quanto dichiarato da Meloni.
Conte ha sottolineato come la premier alterni posizioni contraddittorie, soprattutto negli ultimi giorni di forte impegno nella campagna referendaria. Da un lato, Meloni ha attaccato i giudici, propagandando casi giudiziari clamorosi, mentre in un recente video ha cambiato registro, affermando che la riforma non è contro i giudici ma intende rafforzarne l’autonomia. “Non si può dire tutto e il contrario di tutto”, ha ribadito Conte, mettendo in discussione la credibilità della premier.

Accise e politiche economiche: le accuse a Meloni
Durante lo stesso forum, Giuseppe Conte ha affrontato anche il tema delle accise, ricordando che Meloni aveva promesso un intervento su questo fronte. “Sulle accise ora la premier dice: interverremo. Ma finora si è disinteressata rispetto ai milioni di italiani in povertà assoluta”, ha dichiarato il leader pentastellato.
Secondo Conte, le politiche del governo hanno favorito l’arricchimento di settori quali l’industria bellica e le banche, senza portare benefici alla fascia più debole della popolazione italiana.
Giuseppe Conte: riforma e referendum, un disegno politico di controllo
Nel suo intervento, Giuseppe Conte ha richiamato alla memoria il progetto della loggia P2, evidenziando come la riforma della giustizia in discussione ricalchi quel disegno di “controllo della magistratura“ che si voleva attuare negli anni di Silvio Berlusconi.
Secondo l’ex premier, la riforma mira a stabilire un primato della politica sulla magistratura, minando l’equilibrio tra poteri previsto dalla Costituzione. “Vogliono un primato della politica che assoggetta la magistratura, ma i costituenti hanno creato un equilibrio fra poteri diversi“, ha affermato Conte, ribadendo la necessità di difendere l’indipendenza del potere giudiziario.

Opposizioni unite contro la riforma: “Meloni si pone al di sopra della legge“
Dal fronte delle opposizioni arriva un coro di critiche che definisce la riforma un tentativo di “assoggettare il potere giudiziario al controllo politico del governo“. Il leader di Azione, Carlo Calenda, pur votando con il centrodestra, ha visto divisioni interne, mentre Italia Viva di Matteo Renzi ha scelto l’astensione definendo la legge una “riformicchia“. Il Partito Democratico, con Elly Schlein, ha convocato una conferenza stampa al Senato per ribadire il no all’iniziativa, accusando Meloni di volersi “mettere al di sopra della Costituzione“.
Il Movimento 5 Stelle e altre forze come Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) hanno già annunciato la raccolta firme per la richiesta del referendum abrogativo, definendo la riforma una “svolta autoritaria” e promettendo una mobilitazione popolare. Conte ha sottolineato come non si tratti di uno scontro ideologico tra destra e sinistra, ma di una battaglia per difendere i principi fondamentali della Carta costituzionale.
Le opposizioni hanno inoltre accusato la premier Meloni di politicizzare il referendum, mentre la stessa leader di Fratelli d’Italia continua a puntare il dito contro i giudici, accusandoli di bloccare il paese. In attesa della definizione della data referendaria, il clima politico resta teso e segnato da forti contrapposizioni.
“La transizione democratica non si può fare con le bombe“
“Oggi hanno colpito Khamenei, un regime liberticida, un’autocrazia, l’abbiamo condannata. Però attenzione, oggi c’è il figlio. Quello è un sistema che non dà la possibilità concreta di avviarlo alla transizione democratica con un bombardamento“, ha dichiarato Giuseppe Conte, sottolineando come il ricorso alla forza militare rischi di compattare la società civile contro l’imperialismo americano e israeliano. Secondo l’ex presidente del Consiglio, il bombardamento avrà un effetto prevedibile, ma contrario rispetto all’obiettivo di favorire un cambiamento politico pacifico.
In tema di politiche interne, Conte ha criticato la posizione ambigua del governo italiano guidato da Giorgia Meloni, affermando: “Non vedo miglioramenti. Come fa l’Italia a non prendere posizione, a restare in mezzo al guado, a barcamenarsi?“. Il leader pentastellato ha inoltre definito la premier Meloni una tifosa della sua “curva” politica, ma non un vero leader capace di difendere gli interessi nazionali, sostenendo che il sovranismo è stato abbandonato e sostituito da una formula che ha definito sarcasticamente “Maga” invece di “Miga“, ovvero di rafforzare realmente l’Italia.
L’annuncio di una nuova manifestazione
“Faremo una nuova manifestazione, più forte e partecipata di quella dell’anno scorso” contro il riarmo ai Fori Imperiali “per chiedere scenari di pace. Dire ‘no al riarmo’ non basta, bisogna far capire a questi governanti che ci sono dei percorsi chiari, di pace che si possono e si devono percorrere“. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte sempre al forum Ansa.






