Roma, 10 marzo 2026 – Durante la presentazione del padiglione italiano alla Biennale, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso un giudizio netto sulla condizione dell’arte sotto i regimi autocratici.
Alessandro Giuli, l’arte e la libertà sotto i regimi autocratici
“L’arte di un’autocrazia è libera soltanto nella misura in cui sia dissidente rispetto a quella autocrazia“, ha dichiarato Alessandro Giuli, sottolineando come l’arte scelta e controllata dai vertici di uno Stato autocratico non possa godere della piena libertà di espressione artistica.
Il riferimento è chiaro alla situazione attuale dell’Ucraina, che “vede ogni giorno calpestata la sua libertà dall’invasione russa, protrattasi per oltre quattro anni“. L’arte, ha aggiunto il Ministro, “è libera quando è libero il governo che la mette in condizioni di esprimersi“, evidenziando il legame inscindibile tra libertà politica e libertà culturale.
“L’arte è una delle migliori espressioni dell’identità plurale di un popolo: è libera quando è libero il governo che la mette in condizioni di esprimersi. L’Italia appartiene al mondo libero ed è felice di valorizzare qualsiasi forma artistica, anche l’arte dissidente. Non si può dire lo stesso delle autocrazie che, all’interno della Biennale di Venezia, sono titolari di padiglioni come quello della Federazione Russa che verrà aperto, contrariamente all’opinione del governo italiano che rappresento, per la libera e autonoma scelta della Biennale di Venezia che siamo tenuti a rispettare”.
Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sempre in occasione della presentazione del padiglione italiano alla Biennale d’arte 2026.

L’eccellenza artistica della Biennale
“Ancora una volta l’Italia riuscirà a esprimere all’interno della Biennale, attraverso il proprio padiglione, un’eccellenza artistica di grande forza e di grande qualità“. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, presentando il Padiglione Italia della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, con un video “dettato dal cuore e dalla testa”.
Questa edizione, ha detto il ministro “porta due nomi fondamentali per quanto riguarda il Ministero della Cultura. Una curatrice d’esperienza, Cecilia Canziani, e un’artista emergente – che è già emersa, ormai – che è Chiara Camoni“. Giuli ha però anche salutato “sia pure in forma di spirito, la figura di una grande curatrice come Koyo Kouoh, che ha dato un tono e un timbro a questa Biennale“.
“Di Chiara ho avuto la possibilità di apprezzare la poetica espressiva prima che fosse sottoposta alla mia attenzione la terna dei candidati a rappresentare l’Italia alla Biennale. La considero un’artista eccezionale: ho amato sin da subito la sua capacità di far dialogare arte e natura, le sue citazioni dell’arte novecentesca più decorativa, la sua capacità di rendere presente l’antico, ma soprattutto di ‘antichizzare’ il presente attraverso citazioni delicate del mondo etrusco, che mi hanno fatto pensare a una sorta di materialismo magico, seducente, seduttivo, femminino, ma al tempo stesso chiaramente intelligibile, fruibile, godibile” ha detto il Ministro che si è rallegrato “con la curatrice e con l’artista che rappresenterà l’orgoglio della creatività italiana in questa straordinaria manifestazione che è la Biennale di Venezia“.
Difesa del patrimonio artistico italiano: la reazione all’atto vandalico su Bernini
Non solo riflessioni sull’arte e la libertà, ma anche un impegno concreto nella tutela del patrimonio culturale nazionale. Solo pochi giorni fa, infatti, Alessandro Giuli ha condannato con fermezza l’atto vandalico compiuto sull’Elefantino di Bernini in Piazza della Minerva a Roma, definendolo un “inammissibile e indegno sfregio“.
Questo episodio arriva a ridosso dell’inaugurazione della grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini presso la Galleria di Arte Antica di Palazzo Barberini. Il Ministero della Cultura, tramite la Soprintendenza Speciale di Roma, collaborerà con la Sovrintendenza Capitolina per il ripristino della scultura, simbolo significativo della Capitale, vittima di quello che è stato definito un atto di barbarie.
Alessandro Giuli, in carica dal settembre 2024 come Ministro della Cultura nel governo Meloni, continua così a sottolineare l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico, oltre che la necessità di garantire la libertà artistica come espressione di libertà democratica.



