Roma, 14 gennaio 2026 – Il Senato ha approvato ieri, con 79 voti favorevoli e 63 contrari, il decreto legge che autorizza Acciaierie d’Italia a utilizzare 108 milioni di euro, fondi residui trasferiti da Ilva, per garantire la continuità operativa degli impianti di Taranto. Il provvedimento, tuttavia, non ha convinto tutti e ha acceso nuove critiche da parte del Partito Democratico, in particolare di Antonio Misiani, responsabile economico del Pd e senatore, che ha definito la situazione come un “navigare a vista” senza una strategia industriale chiara.
Decreto ex Ilva: stanziamenti temporanei e proroghe
Il decreto prevede anche un prestito di 149 milioni di euro per il 2026, destinato all’ex Ilva nel caso in cui la cessione degli impianti a terzi non dovesse concretizzarsi entro il 31 gennaio 2026. Inoltre, è stata prorogata fino al 2028 la dotazione di un milione di euro annui a favore delle aziende dell’indotto. Queste misure sono state inserite nel corso dell’esame in Senato e mirano a evitare il collasso immediato dello stabilimento siderurgico.
Nonostante il passaggio parlamentare, Misiani ha espresso un giudizio severo sul decreto: “Questo dl non apre alcuna prospettiva, non disegna un futuro, si limita a evitare il collasso immediato, proroga misure temporanee, mette poche risorse per tirare avanti qualche settimana, non affronta il nodo della sicurezza, non indica una traiettoria industriale, non costruisce un percorso credibile di decarbonizzazione, non offre certezze occupazionali, non rilancia davvero le bonifiche”. Il senatore ha sottolineato il fallimento della politica industriale del governo, caratterizzata da promesse e annunci senza una strategia concreta.
La tragedia di Claudio Salamida e le reazioni
Il decreto arriva a pochi giorni dalla tragica morte di Claudio Salamida, operaio 46enne precipitato dal quinto piano dell’acciaieria 2 nello stabilimento di Taranto. L’incidente, avvenuto mentre Salamida era impegnato nel controllo delle valvole al convertitore 3, ha aperto un nuovo capitolo sulla sicurezza negli impianti. Secondo le ricostruzioni sindacali, la caduta è stata causata dal cedimento di pedane, in assenza del normale paiolato grigliato, e resta da accertare se fossero state adottate tutte le precauzioni di sicurezza.
Le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo, esprimendo profondo cordoglio per la perdita e chiedendo risposte immediate. Acciaierie d’Italia ha espresso “profondo cordoglio” e dichiarato che sono in corso tutte le verifiche necessarie per chiarire la dinamica dell’incidente.
Il governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha definito il dolore per la morte di Salamida “una ferita profonda” e ha chiesto un piano straordinario per la manutenzione e la sicurezza, sottolineando che senza queste condizioni “l’acciaieria non ha futuro”. Anche il Consiglio comunale di Taranto e numerosi sindacati hanno espresso cordoglio e richiamato l’attenzione sull’emergenza sicurezza e sui mancati investimenti negli impianti.
Antonio Misiani ha concluso il suo intervento in aula ribadendo la necessità di una guida politica forte e di una strategia industriale chiara, senza lasciare il futuro dello stabilimento all’improvvisazione. Il decreto, ora, passa all’esame della Camera, mentre la comunità di Taranto continua a chiedere risposte sui temi della sicurezza e della sostenibilità del sito siderurgico.




