Roma, 3 marzo 2026 – Proseguono le tensioni sul disegno di legge contro l’antisemitismo in vista del voto previsto oggi in Senato. Il presidente dei senatori del Partito Democratico (Pd), Francesco Boccia, ha annunciato che il gruppo democratico si asterrà qualora non vengano accolti gli emendamenti correttivi da loro proposti, in particolare riguardanti la definizione di antisemitismo secondo l’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
Il Pd e gli emendamenti correttivi al ddl antisemitismo
Il disegno di legge, già modificato in commissione Affari costituzionali, continua a suscitare perplessità nel centrosinistra. Le maggiori riserve riguardano l’articolo 1, che contiene la definizione di antisemitismo adottata dall’IHRA e gli indicatori associati, considerati troppo rigidi e potenzialmente in grado di confondere l’antisemitismo con forme di critica politica a Israele.
Il Pd, insieme a tutte le opposizioni, ha condiviso la necessità di correggere questi aspetti e presenterà in aula un emendamento per ridefinire gli indicatori, mantenendo però il riferimento alla definizione di antisemitismo IHRA. Solo in caso di accoglimento di queste modifiche, il Pd e le altre opposizioni voteranno a favore del provvedimento. In caso contrario, come dichiarato da Francesco Boccia durante l’assemblea di gruppo, il Pd si asterrà nel voto finale pur riconoscendo l’importanza del testo nel suo complesso. Boccia ha inoltre assicurato che farà ogni sforzo per trovare un’intesa con la maggioranza fino all’ultimo momento.
La linea del Pd non è però unanime: nel gruppo vi sono almeno sei senatori, tra cui l’ex ministro e figura di spicco Graziano Delrio, che si dichiarano pronti a votare a favore anche senza modifiche, mentre una parte consistente è orientata all’astensione. Altri partiti come Italia Viva e Azione si sono già espressi a favore, mentre il Movimento 5 Stelle sta ancora valutando la propria posizione.
L’appello per un consenso ampio e la testimonianza di Liliana Segre
In questo dibattito si inserisce anche l’appello della senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e presidente della Commissione straordinaria contro intolleranza, razzismo e antisemitismo, che ha chiesto una “convergenza trasversale, la più ampia possibile” per superare divisioni e approvare una norma efficace che fronteggi l’aumento dei rigurgiti antisemiti in Italia. Segre ha sottolineato come l’antisemitismo sia un nemico comune, da combattere insieme al razzismo e a ogni forma di discriminazione.
Parallelamente, altre voci parlamentari, come quella della senatrice Michaela Biancofiore, hanno ribadito l’importanza di approvare rapidamente il ddl con un ampio consenso per contrastare le aggressioni e l’intolleranza contro la comunità ebraica e i cittadini israeliani. Biancofiore ha ricordato come la legge rappresenti un passaggio fondamentale in un contesto sociale in cui la libertà di critica viene spesso strumentalmente confusa con la violenza e l’odio.
La testimonianza di Liliana Segre, che ha vissuto in prima persona la tragedia dell’Olocausto, continua a essere un faro nella lotta contro queste forme di odio. La senatrice ha più volte sottolineato l’importanza dell’educazione e della memoria, come nel suo impegno per il Giardino dei Giusti a Milano, luogo simbolo di riflessione sulle azioni di chi ha salvato vite durante i genocidi.





