Roma, 13 marzo 2026 – La CGIL torna a denunciare con forza l’inerzia del governo italiano di fronte alle pesanti conseguenze economiche causate dalla recente guerra in Iran. Nel corso della seconda riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocata questa mattina al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Mimit), il sindacato ha evidenziato come l’esecutivo non abbia ancora adottato misure efficaci per fronteggiare il rapido aumento dei prezzi energetici che rischia di coinvolgere l’intero tessuto produttivo nazionale, con gravi ripercussioni su famiglie e imprese.
Critiche alla gestione governativa della crisi energetica
Secondo la CGIL, guidata da Maurizio Landini, il governo non ha mostrato alcuna iniziativa concreta per promuovere un immediato cessate il fuoco nel conflitto scatenato tra Stati Uniti, Israele e Iran, nonostante la gravità della situazione umanitaria e le ricadute economiche a livello globale. L’analisi del sindacato sottolinea come l’attuale politica energetica italiana abbia rallentato, se non addirittura bloccato, la diffusione delle fonti rinnovabili, considerate l’unica strada percorribile per abbattere strutturalmente i costi energetici e garantire l’indipendenza nazionale.
La scelta di continuare a puntare sulle fonti fossili importate, più costose e soggette a instabilità geopolitica, ha inoltre messo in discussione anche l’impegno italiano verso il Green Deal europeo. La CGIL evidenzia come milioni di famiglie siano state costrette ad abbandonare il mercato tutelato per passare al cosiddetto mercato libero, con un conseguente aumento significativo delle bollette, che ora rischiano di esplodere ulteriormente a causa dei rincari energetici.
Il sindacato chiede pertanto l’adozione urgente di misure strutturali, tra cui il disaccoppiamento dei prezzi energetici, il sostegno finanziario ai cittadini attraverso la tassazione degli extra-profitti delle imprese energetiche e l’introduzione di un tetto ai prezzi, come già sperimentato efficacemente in Paesi come Spagna e Portogallo. Tuttavia, la priorità rimane l’incremento significativo della produzione da fonti rinnovabili, unica vera soluzione di lungo termine per stabilizzare i costi e garantire la sovranità energetica.
La CGIL annuncia la mobilitazione nazionale per i rider
Sul fronte sociale, la CGIL ha annunciato la giornata di mobilitazione nazionale prevista per domani, 14 marzo, a sostegno dei rider di Glovo e Deliveroo. L’iniziativa prevede presidi, manifestazioni e varie iniziative in tutta Italia per denunciare la precarietà lavorativa e chiedere salari dignitosi, stabilità contrattuale e maggiori tutele per i ciclofattorini.
La segretaria confederale Francesca Re David parteciperà alla manifestazione romana in piazza Re di Roma alle ore 11. La mobilitazione giunge dopo l’inchiesta della Procura di Milano che ha confermato le accuse di sfruttamento dei rider, da tempo denunciate dalla CGIL. Migliaia di lavoratori continuano infatti a operare con paghe basse, sistemi di pagamento a cottimo e tutele insufficienti. Tra le richieste principali del sindacato vi sono l’applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica, il riconoscimento dei diritti fondamentali quali ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti, oltre a maggiori garanzie in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Re David ha sottolineato che “la mobilitazione è un’occasione importante per trasformare l’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto, superando precarietà e sfruttamento e garantendo lavoro stabile e salari adeguati ai rider”. Nei prossimi giorni la CGIL proseguirà il confronto con i lavoratori nelle varie città italiane per consolidare questo processo di riforma strutturale nel settore del food delivery.




