Roma, 10 marzo 2026 – Il dibattito sul referendum in corso nel governo italiano si accende ulteriormente, con dichiarazioni che testimoniano la crescente tensione tra le forze politiche. A intervenire è stato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, durante un’iniziativa per il No al referendum svoltasi all’Università La Sapienza di Roma.
Conte denuncia tensioni crescenti nel governo sul referendum
“Sul referendum questo governo si è incaponito e gli animi si stanno riscaldando”, ha affermato Conte, riferendosi anche a dichiarazioni forti come quelle dell’ex senatore Bartolozzi, che ha parlato di una sorta di “plotone di esecuzione” contro i politici da parte della magistratura. Secondo l’ex premier, nel nuovo sistema di elezione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) si nasconde un “inghippo, un inganno”, con il pericolo di un’assoggettamento della magistratura alla politica. Conte ha puntato il dito contro la trasformazione da un organo unico di autogoverno a più organi distinti, definendo questa mossa una strategia di “divide et impera”.
Le critiche a Meloni sulla gestione sanitaria in Sicilia
In un altro passaggio del suo intervento, Conte ha rivolto dure critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni riguardo alla gestione della sanità in Sicilia. Un supermanager scelto dal centrodestra è stato recentemente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, mentre le liste d’attesa sanitarie continuano ad allungarsi, con referti che possono richiedere fino a otto mesi. Conte ha chiesto a Meloni: “Perché non stacca la spina a questa scandalosa amministrazione?”, ricordando il suo impegno politico dichiarato in memoria di Paolo Borsellino. Il leader M5S ha inoltre invitato il governo a rafforzare i controlli e le norme contro la corruzione, denunciando un indebolimento delle misure anticorruzione da parte dell’esecutivo attuale.
La situazione politica resta dunque tesa, con il referendum che si conferma un tema cruciale e divisivo all’interno della maggioranza di governo.
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