Roma, 20 marzo 2026 – In vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, esprime forti critiche nei confronti della proposta di modifica voluta dal governo Meloni-Nordio. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Conte denuncia un tentativo di proteggere chi è al governo dalle inchieste della magistratura, definendo la riforma come un processo volto a disarticolare e indebolire l’organo giudiziario.
Giuseppe Conte accusa la riforma di tutelare la “casta”
Secondo Giuseppe Conte, la riforma introduce meccanismi come i due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), il sorteggio puro e una corte disciplinare che, a suo avviso, servono a mettere al riparo i governanti dalle indagini giudiziarie. Il leader pentastellato sottolinea inoltre che non è previsto alcun investimento economico per migliorare il comparto giustizia, rendendo inefficace la riforma nel garantire un giusto processo ai cittadini.

La vicenda Delmastro e le accuse di irresponsabilità
Nel corso dell’intervista, Giuseppe Conte si sofferma anche sull’inchiesta che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, condannato per violazione del segreto d’ufficio. Conte afferma che Delmastro avrebbe dovuto dimettersi già in passato e che il nuovo episodio rende insostenibile la sua permanenza in carica. L’ex presidente del Consiglio lo definisce “troppo irresponsabile” per restare al suo posto, ricordando che Delmastro ha acquisito informazioni riservate da detenuti al 41-bis, condanna che ne ha segnato il percorso giudiziario.
Conte solleva anche dubbi sulla trasparenza del governo Meloni, chiedendo se la premier sia “ricattata” e se questo possa influire sulla sua capacità di assumersi responsabilità istituzionali. Il leader M5S invita la presidente del Consiglio a chiarire la sua posizione pubblicamente, sottolineando l’importanza per gli italiani di sapere se il premier sia libero da condizionamenti.

Referendum e critica al sistema informativo
In vista del voto del 22 e 23 marzo, Giuseppe Conte segnala un clima di disinformazione, sottolineando che il governo controlla l’80% del sistema mediatico e che la campagna per il sì è stata veicolata con modalità di “megafono” nei confronti del pubblico. Ribadisce che il Movimento 5 Stelle, se tornerà al governo, riformerà la giustizia senza stravolgere la Costituzione ma intervenendo su aspetti essenziali per garantire efficienza e giustizia.






