Roma, 2 gennaio 2026 – È tornato a farsi sentire il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in merito alla polemica sulla riforma della giustizia promossa dal governo e sulle dichiarazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. In un post sui suoi canali social dal titolo “Ministro, noi sulla giustizia firmiamo e non ci sentiamo ‘superflui’“, Conte ha risposto alle parole di Nordio che aveva definito “superflua” l’iniziativa popolare che ha raccolto quasi 200mila firme contro la riforma giudiziaria.
La replica di Giuseppe Conte a Carlo Nordio
Giuseppe Conte ha sottolineato come nessuna iniziativa di partecipazione dal basso possa essere considerata inutile, soprattutto quando riguarda provvedimenti che, a suo avviso, sono dannosi e non migliorano la giustizia ma tutelano solo “politici e governi dalle inchieste“. La raccolta firme, avvenuta in un arco temporale molto breve durante le festività, ha raggiunto quasi 200mila sottoscrizioni, un dato che Conte utilizza per rimarcare la rilevanza e la partecipazione civica attiva.
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Inoltre, Conte ha evidenziato come lo stesso ministro Nordio abbia di fatto ammesso che l’iniziativa popolare ha influito sulle decisioni del governo, spingendo a una maggiore cautela nella definizione della data del referendum, originariamente prevista per inizio marzo. “Nei giorni precedenti si dava per scontato un blitz che avrebbe compresso i tempi per il dibattito e l’informazione sul voto referendario“, ha aggiunto Conte, esortando i cittadini a continuare a firmare, partecipare e informarsi in vista del voto.

Il ruolo di Carlo Nordio e la riforma della giustizia
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in carica dal 22 ottobre 2022 nel governo guidato da Giorgia Meloni, è una figura di spicco del centro-destra, noto per la sua lunga carriera come magistrato a Venezia e per la sua attività politica con Fratelli d’Italia. Nordio ha promosso una riforma giudiziaria che ha suscitato forti reazioni da parte dell’opposizione e di numerosi cittadini, motivando così la raccolta firme e la mobilitazione popolare contro le modifiche proposte.
Nordio ha difeso il provvedimento sostenendo la necessità di riformare il sistema giudiziario, ma ha definito “superflua” la raccolta firme, una posizione che ha alimentato ulteriori dibattiti e contrapposizioni politiche. La vicenda è al centro dell’attenzione pubblica, in un contesto in cui la giustizia italiana continua a essere terreno di confronto acceso tra maggioranza e opposizione.





