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Nuovi trasferimenti al Niguarda per giovani feriti nella strage di Crans-Montana, alcuni migliorano

L’ospedale milanese rafforza la risposta all’emergenza dopo la tragedia in Svizzera: attesi nuovi pazienti adolescenti, équipe specializzate pronte per le cure

by Marco Viscomi
2 Gennaio 2026
Guido Bertolaso

Guido Bertolaso su Crans-Montana | ANSA/MATTEO CORNER - Alanews.it

Milano, 2 gennaio 2026 – Prosegue l’impegno dell’ospedale Niguarda di Milano nell’accoglienza e cura dei giovani feriti nella tragica strage di Crans-Montana, avvenuta il 1° gennaio nella località svizzera. Sono previsti per oggi quattro nuovi arrivi di pazienti, tutti giovanissimi, che si trovano attualmente ricoverati negli ospedali svizzeri.

In arrivo al Niguarda altri quattro giovani feriti a Crans-Montana

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sulla situazione durante un aggiornamento stampa tenuto presso l’ospedale Niguarda. “Oggi dovremmo riuscire a trasferire qui al nostro ospedale quattro dei giovani che sono ancora feriti e che sono ricoverati negli ospedali svizzeri“, ha spiegato Bertolaso. Il primo paziente, un ragazzo di 15 anni, è atteso dall’ospedale di Berna, mentre gli altri tre, tutti quindicenni, arrivano da Losanna e Ginevra.

“L’elicottero è già praticamente a Berna, ma stiamo incontrando qualche difficoltà per le condizioni meteo – ha aggiunto – poiché la nebbia sulle Alpi rende problematico l’attraversamento. Speriamo di riuscire a farli arrivare entro la giornata“. Bertolaso ha inoltre anticipato che entro questa sera saranno sette i giovani feriti ricoverati al Niguarda. Altri sei pazienti italiani rimangono invece in Svizzera perché le loro condizioni sono troppo gravi per consentire il trasferimento. “Se nei prossimi giorni saranno trasportabili, li porteremo qui il prima possibile“, ha precisato.

Lavori intensi al Centro grandi ustionati e aggiornamenti clinici

Il centro grandi ustionati del Niguarda, diretto da Franz W. Baruffaldi Preis, è al lavoro per gestire le cure dei pazienti già arrivati e prepararsi ai nuovi arrivi. Tra i ricoverati ci sono adolescenti con ustioni estese dal 30 al 50% della superficie corporea, soprattutto su arti superiori e volto. Sono stati già effettuati interventi chirurgici su un sedicenne romano e una donna di 29 anni, entrambi con ustioni gravi.

“Per noi è fondamentale operare precocemente per rimuovere il tessuto necrotico ed evitare infezioni“, ha spiegato Baruffaldi Preis. Il ragazzo è stabile e in terapia intensiva, con interventi programmati nei prossimi giorni. La ventinovenne sarà operata nel pomeriggio per un’ustione alla mano, mentre un altro giovane è in condizioni meno gravi e potrebbe essere trattato senza intervento chirurgico. Il direttore ha sottolineato che si attendono i nuovi pazienti per valutarne le condizioni reali, poiché le cartelle cliniche ricevute a distanza non sempre corrispondono alla situazione clinica effettiva.

L’ospedale ha inoltre ampliato la capacità del centro da 12 a 16 posti, per far fronte all’emergenza. Guido Bertolaso ha infine confermato che nei prossimi giorni un’équipe della regione Lombardia continuerà a monitorare gli ospedali svizzeri, in particolare Zurigo, dove si trovano i casi più gravi, per valutare ulteriori trasferimenti.

Giovani pazienti ricoverati a Milano

L’età media dei ragazzi ricoverati è compresa tra i 14 e i 15 anni, con alcune eccezioni: una giovane di 29 anni e un cittadino svizzero di 30 anni, che arriveranno a breve. Entro la serata di oggi, saranno sette i pazienti italiani ricoverati presso l’ospedale Niguarda. Sono attesi altri due pazienti domani e si prevede l’arrivo di ulteriori quattro da Zurigo. Secondo Bertolaso, non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati dalla tragedia di Crans-Montana, e l’obiettivo resta quello di riportarli tutti a casa nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni sanitarie e previo consenso delle famiglie.

Coordinamento e responsabilità nella gestione dell’emergenza

L’assessore ha sottolineato che tutti i genitori dei giovani coinvolti hanno richiesto il rientro dei propri figli a Milano, e che l’operazione viene condotta in accordo con le famiglie e il ministero degli Esteri. Bertolaso ha dichiarato: “Ci prendiamo noi la responsabilità di tirarli fuori da questa situazione così tragica”. La gestione dell’emergenza sanitaria e sociale rientra nelle competenze dell’assessorato al Welfare, che coordina le attività sanitarie, socio-sanitarie e di prevenzione.

La località di Crans-Montana, nota meta svizzera per gli sport invernali e la mondanità, è tuttora scossa dall’evento drammatico che ha segnato l’inizio del nuovo anno. Le autorità italiane e svizzere collaborano per garantire un’assistenza adeguata e il supporto necessario alle vittime e alle loro famiglie.

Le condizioni dei pazienti e gli interventi chirurgici

“La buona notizia è che abbiamo estubato due ragazzi e siamo riusciti a parlargli. Questa è una grande cosa che ci solleva il cuore, a noi, ai parenti e ai genitori che nella maggioranza dei casi sono milanesi“, ha dichiarato il dottor Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni e della Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’ospedale. Attualmente, nel nosocomio milanese sono ricoverati sette giovani sopravvissuti all’incendio che ha devastato il bar Le Constellation di Crans-Montana, località svizzera nota per la sua stazione sciistica e meta del jet set internazionale.

I medici hanno dedicato l’intera giornata a interventi chirurgici per riparare le lesioni causate dall’incidente. “Uno dei pazienti è stato operato in modo importante alle braccia e alle mani e domani tornerà in sala operatoria per la copertura delle braccia“, ha spiegato Baruffaldi Preis. Gli altri feriti saranno sottoposti progressivamente a interventi di copertura e ricostruzione per accelerare la guarigione e prevenire complicazioni come infezioni e contaminazioni.

Un percorso di cura multidisciplinare e il sostegno alle famiglie

“La cosa difficile oggi è stato parlare con i genitori di quello che è stato e di quello che sarà. Sarà una storia clinica lunga, dove tutti noi dovremo darci una mano“, ha proseguito il direttore. Il percorso di recupero coinvolgerà non solo chirurghi plastici, ma anche anestesisti e psicologi per garantire un’assistenza completa ai pazienti, con l’obiettivo di permettere loro di tornare al più presto in famiglia.

Il dottor Baruffaldi Preis, che dirige il Dipartimento Emergenza Urgenza dall’1 novembre 2025, vanta una lunga esperienza nella chirurgia plastica ricostruttiva e nell’ambito delle ustioni, maturata anche presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi e attraverso la sua attività accademica presso diverse università italiane e internazionali. La sua competenza è fondamentale in questo momento di emergenza per i giovani gravemente feriti nell’incendio di Crans-Montana, località svizzera che si sta lentamente riprendendo dalla tragedia che ha colpito la comunità e il mondo dello sport invernale.

Tags: Crans MontanaGuido Bertolasoospedale Niguarda

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