Roma, 11 marzo 2026 – In un contesto internazionale segnato da tensioni e sfide al diritto internazionale, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rivolto un appello ai progressisti affinché superino le divisioni interne e definiscano una linea comune di politica estera. Nel corso di un incontro con la stampa presso il Senato, Conte ha sottolineato l’urgenza di un fronte unito per affrontare la complessa situazione globale.
Conte evidenzia la necessità di un fronte progressista unito sulla politica estera
Nel suo intervento, Conte ha evidenziato come “in un momento così drammatico, con il diritto internazionale sfregiato e accantonato, il fronte progressista debba assolutamente mettere da parte i profili divisivi per definire una linea comune di politica estera da portare avanti in tutte le sedi”. L’iniziativa del Movimento 5 Stelle mira a valorizzare i numerosi punti costruttivi e positivi che possono caratterizzare l’azione estera delle forze progressiste.
Il leader pentastellato ha inoltre ricordato che “non ci si può fermare qui, non si è chiuso il cerchio questa volta ma per il M5S lo sforzo non si ferma, continuerà, va oltre questa occasione. Da oggi, per noi, è la priorità”. In particolare, Conte ha esortato a recuperare “le ragioni e le coordinate di un percorso per riorganizzare l’ordine mondiale”, rifiutando di rassegnarsi alle “forze che vogliono lo sfascio”.
Il dialogo con il governo e la proposta di un tavolo di confronto
In merito alla disponibilità espressa dalla premier Giorgia Meloni a un confronto con le opposizioni a Palazzo Chigi, Conte ha manifestato una certa prudenza. Ha affermato che “valuteremo” e ha insistito sul fatto che “il tavolo già c’è oggi in Parlamento”. Per Conte, infatti, è necessario che il confronto si svolga “qui, oggi, nel luogo più trasparente e cristallino che ci sia”, dove si possano “conoscere le informazioni” ed esaminare proposte concrete come la revisione del Patto di stabilità o la riduzione delle accise.
Il leader del M5S ha inoltre invitato la premier a un approccio più realistico sulla situazione economica e sociale del Paese: “Se sono in difficoltà ci chiamino, e noi ci siamo. Siamo disponibili a scrivere le priorità e a declinarle tecnicamente per gli italiani, perché oggi il Paese è in grandissima difficoltà”. Conte ha però critico l’atteggiamento del governo, sottolineando che “sin qui abbiamo sentito un presidente del Consiglio che diceva che va tutto bene, che non c’era un problema”, senza riconoscere “la crisi industriale, della manifattura, delle filiere che sono in difficoltà” né l’aumento del debito pubblico.
Riguardo al progetto politico, Conte ha escluso che la costruzione di una coalizione progressista dipenda da inviti o incontri con il governo: “Non ridicolizziamo il lavoro serio che stiamo facendo per costruire, mattone dopo mattone, un progetto di governo progressista, serio, di ampio respiro, che dovrà garantire al Paese una serie di alternative”.




