Roma, 2 gennaio 2026 – Il comitato promotore della raccolta firme per il referendum sulla separazione delle carriere giudiziarie ha ribadito la propria posizione riguardo alla fissazione della data del voto. In una dichiarazione rilasciata oggi, il portavoce Carlo Guglielmi ha sottolineato come la raccolta firme sia in corso e stia raggiungendo quota 200.000, un numero in costante aumento che “merita rispetto istituzionale“.
La posizione del comitato promotore
“Non abbiamo mandato a fare polemiche né a trattare sulla data del voto“, ha chiarito Guglielmi, “ma solo a ribadire che qualsiasi decreto che fissi la data del referendum prima che la Corte di Cassazione si sia espressa sulla validità della raccolta firme sarebbe un atto in violazione della Costituzione“. Il comitato ha annunciato che, qualora ciò avvenisse, procederà con un ricorso “in ogni sede a tutela del diritto ad una partecipazione attiva e consapevole di tutti e di ciascuno“.
Questa presa di posizione mette in evidenza la delicatezza del momento e la necessità di garantire procedure corrette e trasparenti per consentire agli elettori di esprimersi in modo informato e legittimo.
Il contesto giuridico e istituzionale del referendum
Il referendum popolare rappresenta uno strumento fondamentale di democrazia diretta in Italia, previsto dall’articolo 75 della Costituzione, che consente ai cittadini di esprimersi su specifiche leggi o atti aventi forza di legge. Prima della convocazione ufficiale, la raccolta delle firme deve essere validata dalla Corte di Cassazione per garantirne la regolarità. Solo successivamente può essere fissata la data del voto, nel rispetto delle norme costituzionali.
La vicenda in corso testimonia l’attenzione riservata a questa forma di partecipazione popolare, sottolineando l’importanza di salvaguardare i diritti degli elettori e la legittimità del processo referendario. Carlo Guglielmi e il suo comitato rimangono in attesa della pronuncia della Corte per procedere con la fase successiva della consultazione pubblica.




