Roma, 5 gennaio 2026 – Si avvicina il momento conclusivo del Giubileo della Speranza 2025, con le cerimonie finali previste per domani, giorno dell’Epifania. Già oggi si registra un afflusso significativo di pellegrini a Roma, in particolare nella zona della Basilica di San Pietro, dove sono stati intensificati i servizi di sicurezza e viabilità per garantire lo svolgimento in sicurezza degli eventi.
Rafforzamento dei controlli e gestione della viabilità
Per far fronte all’alta partecipazione dei fedeli, la Polizia Locale di Roma Capitale ha dispiegato oltre un centinaio di agenti, con chiusure temporanee al traffico già attivate questa mattina. Alle ore 12, ad esempio, è stata momentaneamente interdetta la circolazione in via del Mascherino verso Piazza Pio XII per l’elevato numero di pellegrini diretti verso la Porta Santa della basilica. Dalle 6 di domani mattina, inoltre, saranno in vigore divieti di transito e di sosta in un ampio raggio attorno a via della Conciliazione e piazza San Pietro, accompagnati da posti di controllo e metal detector per la sicurezza di tutti i partecipanti.

Il programma liturgico e le iniziative della giornata
La giornata di domani inizierà alle 9.30 con il rito della chiusura della Porta Santa, officiato da Papa Leone XIV, successore di Papa Francesco, che ha guidato l’evento sin dall’inizio del Giubileo. Seguirà la Santa Messa per la solennità dell’Epifania, al termine della quale si svolgerà il tradizionale corteo storico “Viva la Befana” lungo via della Conciliazione. Alle 12 è prevista la preghiera dell’Angelus con la benedizione del pontefice ai fedeli presenti in piazza San Pietro.
Nel pomeriggio, a piazza Navona, si terrà la tradizionale Festa della Befana, organizzata da Roma Capitale, che prevede anche un’esibizione dei vigili del fuoco con un’autoscala alta 30 metri, evento molto atteso soprattutto dalle famiglie con bambini.
Nonostante la pioggia, oggi è ancora possibile attraversare la Porta Santa fino alle 17.30, momento riservato agli ultimi volontari che hanno lavorato durante il Giubileo. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato come questo Giubileo 2025 sia stato un vero volano per il turismo e la trasformazione della città, con oltre 33 milioni di pellegrini accolti nel corso dell’anno.
In vista delle cerimonie di chiusura, la Prefettura e la Questura hanno coordinato un piano di sicurezza che vede impegnati centinaia di forze dell’ordine, compresi poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, militari dell’Esercito, oltre a vigili del fuoco e Protezione civile, per garantire un evento di fede e accoglienza all’altezza della tradizione millenaria del Giubileo della Chiesa cattolica.
Il Giubileo come volano di trasformazione per Roma
“Il Giubileo non ha tolto nulla alla capacità di Roma di accogliere i turisti“. Lo ha affermato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel tracciare un bilancio positivo del boom turistico registrato nel 2025, anno del Giubileo.
“Il Giubileo è stato un volano per la città e per la sua trasformazione, con uno sguardo al mondo“, ha sottolineato Gualtieri. La manifestazione ha portato “gioia ai pellegrini, che ha toccato il cuore dei romani, i quali a loro volta hanno mostrato la loro accoglienza“.
Il sindaco ha evidenziato come l’evento religioso abbia rappresentato un’occasione unica per la Capitale, non solo sul piano spirituale ma anche culturale e urbanistico. Tra le opere realizzate, spiccano la nuova Piazza Pia, la riqualificazione delle aree attorno a San Pietro e gli interventi straordinari a Tor Vergata, che ha ospitato eventi con oltre un milione di giovani provenienti da tutto il mondo. Questi lavori, frutto di un impegno collettivo e di un coordinamento efficace tra enti locali e la Santa Sede, hanno migliorato la qualità urbana della città e offerto nuove opportunità di lavoro.
Il sindaco ha inoltre ricordato che il Giubileo ha attirato quasi 20 milioni di persone, confermando Roma come una vera “Città Aperta” capace di accogliere e valorizzare un turismo internazionale in crescita, senza che questo abbia compromesso l’operatività e l’accoglienza turistica.

Il metodo Giubileo: un modello da brevettare
Si è tenuta oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede la conferenza stampa di bilancio del Giubileo 2025, con un focus particolare sull’innovativo “metodo Giubileo” presentato da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Giubileo, che ha visto la partecipazione di oltre 33 milioni di fedeli, si è concluso in un clima segnato da una tragedia che ha colpito la nazione: la morte di sei adolescenti nel rogo di Crans Montana, evento che Mantovano ha commentato con commozione.
Alfredo Mantovano ha illustrato i risultati ottenuti grazie al metodo Giubileo, definito un vero e proprio modello di lavoro da brevettare. Nato dalla necessità di coordinare efficacemente le numerose istituzioni coinvolte nell’organizzazione dell’Anno Santo, il metodo si basa su tre pilastri fondamentali: la coordinazione statale che privilegia il coordinamento alla direzione, riunioni operative e risolutive della cabina di regia, e la condivisione delle responsabilità evitando appropriazioni dei risultati. Questo approccio ha permesso di realizzare opere pubbliche in tempi ridotti, superando la tradizionale logica formale delle conferenze di servizi, e ha favorito una “amministrazione per obiettivi”.
Tra gli esempi concreti citati vi sono il completamento del tunnel sotto Piazza Pia, nonostante il ritrovamento di importanti vestigia romane, e la riqualificazione della Vela di Tor Vergata, simbolo di rinascita urbana. Mantovano ha sottolineato come il governo intenda estendere questo metodo a sfide complesse quali il decreto Caivano, la bonifica della Terra dei Fuochi, l’edilizia penitenziaria e il contrasto alle dipendenze.

Un Giubileo nel segno del dolore e della riflessione
Il sottosegretario ha espresso profondo cordoglio per la tragedia che ha colpito sei giovani adolescenti, le cui salme sono state trasportate in Italia a bordo di un aereo militare. Questo dramma, ha osservato Mantovano, richiama alla mente le grandi domande sul senso della vita, della morte e della sofferenza che hanno accompagnato migliaia di giovani pellegrini giunti a Roma durante la Giornata della Gioventù. Pur riconoscendo che non è compito delle istituzioni fornire risposte a tali interrogativi esistenziali, Mantovano ha ribadito il dovere di non spegnere il loro significato, valorizzando un percorso di condivisione civile e spirituale.
Monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha confermato che il Giubileo ha accolto oltre 33,4 milioni di fedeli, con l’Italia e gli Stati Uniti in testa tra i Paesi di provenienza. Le celebrazioni continueranno nel 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, con un Comitato Nazionale già istituito per coordinare gli eventi commemorativi.
Il bilancio presentato oggi conferma non solo l’importanza spirituale del Giubileo, ma anche il valore civile del metodo organizzativo adottato, che il governo intende ora applicare a ulteriori sfide sociali e infrastrutturali del Paese.






