Roma, 7 marzo 2026 – Il Ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso la sua profonda solidarietà ai Paesi arabi coinvolti nelle tensioni e nei conflitti che attraversano la regione del Golfo, sottolineando la necessità di porre fine all’uso di missili e droni. Durante un’intervista rilasciata a Sky News Arabia, Tajani ha evidenziato la preoccupazione del governo italiano per la situazione attuale e ha ribadito l’impegno dell’Italia a favore della pace e del dialogo diplomatico.
Antonio Tajani, solidarietà e impegno italiano nella regione del Golfo
Secondo una nota ufficiale della Farnesina, Antonio Tajani ha ricordato come nell’area interessata dal conflitto risiedano circa 100 mila cittadini italiani, molti dei quali negli Emirati Arabi Uniti. Il Ministro ha ringraziato le autorità emiratine per il sostegno offerto alla comunità italiana e per la collaborazione nel garantire assistenza ai connazionali durante gli attacchi.
Tajani ha inoltre ribadito la forte amicizia che lega l’Italia ai Paesi del Golfo, confermando la disponibilità italiana a contribuire alla sicurezza regionale. “Abbiamo risposto prontamente alle richieste di alcuni Paesi del Golfo, compresi gli Emirati, di supporto per la difesa dei cieli”, ha dichiarato. L’Italia ha informato il Parlamento della volontà di fornire assistenza anche con strumenti militari, con l’obiettivo di proteggere i partner e i cittadini italiani presenti nell’area.
Il Ministro ha sottolineato che l’Italia sostiene una soluzione diplomatica alla crisi. “Siamo sempre dalla parte della pace, del dialogo politico e delle soluzioni negoziali, non dell’uso delle armi”, ha affermato, auspicando una rapida ripresa dei negoziati e un ritorno alla politica e alla diplomazia.

La posizione europea e le ripercussioni regionali
Tajani ha evidenziato come l’Europa abbia condannato con fermezza gli attacchi in corso, sottolineando l’esistenza di un documento congiunto firmato dai 27 Stati membri dell’Unione e dai Paesi del Golfo, che rappresenta una posizione comune. Ha inoltre ricordato l’impegno europeo per la pace in Palestina e la realizzazione della soluzione dei “due popoli e due Stati”, esprimendo contrarietà sia all’espansione israeliana in Cisgiordania sia alla possibilità che l’Iran sviluppi un’arma nucleare.
Riguardo al rischio di un possibile attacco all’Europa, Tajani ha espresso la speranza che ciò non accada mai, definendolo “inaccettabile”. Ha sottolineato come la presenza di navi militari europee nel Mediterraneo orientale, in particolare attorno a Cipro, serva a proteggere il continente da minacce esterne.
Infine, il Ministro ha richiamato l’attenzione sulle ripercussioni della crisi sui mercati energetici e sulla stabilità regionale. “Al momento ci sono solo speculazioni internazionali per far aumentare il prezzo del gas e del petrolio”, ha commentato Tajani, sottolineando l’importanza di lavorare affinché il passaggio di Hormuz sia riaperto e i Paesi esportatori possano garantire la continuità delle forniture energetiche.
Concludendo il suo intervento, Tajani ha lanciato un appello diretto all’Iran: “Basta missili, basta droni“, auspicando un rapido ritorno alla pace e alla stabilità nella regione.






