Si è spenta questa mattina Valeria Fedeli, figura storica del sindacato e della politica italiana, già ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni e vicepresidente del Senato. Aveva 76 anni. La notizia della sua morte è stata comunicata dai familiari. Originaria di Treviglio, Fedeli lascia un segno profondo in decenni di impegno pubblico tra lavoro, istituzioni e battaglie civili.
Dalle fabbriche alla Cgil: la lunga stagione sindacale
Nata nel 1949 a Treviglio, in provincia di Bergamo, Valeria Fedeli si afferma giovanissima nel mondo sindacale, diventando una delle dirigenti più influenti della Cgil. Il suo percorso prende forma nella direzione nazionale del sindacato e raggiunge una tappa centrale con l’elezione a segretaria generale della FILTEA-CGIL, la federazione che rappresenta i lavoratori del tessile, dell’abbigliamento, del cuoio e delle calzature. Nel 2012 assume anche il ruolo di vicepresidente di Federconsumatori, rafforzando il suo profilo pubblico sui temi dei diritti dei cittadini e dei consumatori.
L’ingresso in politica di Fedeli
Proprio nel 2012 Fedeli decide di lasciare il sindacato per dedicarsi completamente alla politica. L’anno successivo viene candidata dal Partito Democratico alle elezioni politiche e conquista un seggio al Senato. A Palazzo Madama diventa rapidamente una figura centrale, fino a essere eletta vicepresidente del Senato. Tra gennaio e febbraio 2015 presiede anche l’aula parlamentare, subentrando a Pietro Grasso durante il periodo in cui quest’ultimo viene chiamato a svolgere temporaneamente le funzioni di Presidente della Repubblica.
Al governo con Gentiloni: il periodo al Miur
Nel 2016 entra nell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni come ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, incarico che ricopre fino al termine della legislatura. Nel 2018 viene rieletta senatrice, mentre nel 2022 il Partito Democratico decide di non ricandidarla, chiudendo così la sua lunga stagione parlamentare.
L’impegno di Fedeli per i diritti delle donne
Accanto al lavoro istituzionale, Fedeli ha mantenuto per tutta la vita un forte impegno sul fronte delle politiche di genere. È stata tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, nato per promuovere la parità tra uomini e donne e contrastare la rappresentazione degradante della figura femminile nei media e nel dibattito pubblico. Una battaglia che ha accompagnato costantemente la sua attività politica e culturale.
La vita privata e gli ultimi anni
Sposata con Achille Passoni, senatore del Partito Democratico e storico sindacalista della Cgil, Valeria Fedeli ha vissuto fino agli ultimi giorni nella sua casa di Roma. Con la sua scomparsa si chiude una stagione significativa della sinistra italiana, segnata da una protagonista che ha attraversato oltre quarant’anni di storia sindacale e politica, lasciando un’impronta riconoscibile nel dibattito pubblico del Paese.






