Milano, 2 marzo 2026 – Ospite della nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, il pilota di MotoGP Francesco “Pecco” Bagnaia ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita privata. Il campione analizza le difficoltà tecniche e psicologiche affrontate durante l’ultima stagione, sottolineando l’importanza di saper resettare dopo ogni errore per mantenere la competitività ai massimi livelli. Ampio spazio è dedicato al legame con la VR46 Academy e al ruolo di mentore di Valentino Rossi, figure cruciali per la sua crescita professionale e umana.
Bagnaia descrive inoltre il suo approccio meticoloso alla guida, la gestione delle pressioni mediatiche e il rapporto di stima reciproca con i colleghi, tra cui Marc Marquez. Emergono infine aneddoti personali, come la sua passione per il basket e il forte legame con la moglie Domizia, che completano il ritratto di un atleta determinato ma estremamente umile.
Pecco Bagnaia, dalle origini al “Portone” dell’Academy
La carriera di Pecco Bagnaia affonda le radici nei sacrifici della sua famiglia, che lo ha sostenuto fin dai tempi delle minimoto, nonostante i costi elevati. Il momento di svolta, definito da Bagnaia come una vera “sliding door“, è arrivato nel 2013: dopo una stagione fallimentare in Moto3 con un team che lo trattava con sufficienza, si è aperta la possibilità di entrare nella neonata VR46 Academy.
Trasferitosi a Pesaro a soli 16 anni, Bagnaia ha trovato in Valentino Rossi e nel gruppo di piloti romagnoli l’ambiente ideale per crescere, imparando il valore della condivisione rispetto alla rivalità interna.

Un’ultima stagione tra ostacoli tecnici e psicologici
Nonostante i successi passati, l’ultima stagione è stata descritta da Bagnaia come estremamente tosta. Il campione ha ammesso di aver sofferto per la mancanza del solito “feeling” con la moto, faticando ad adattarsi a un mezzo il cui DNA era cambiato rispetto alla versione precedente.
A livello psicologico, la sfida è stata gestire la frustrazione di trovarsi nelle retrovie (come in Indonesia) dopo aver dominato la gara precedente. Pecco Bagnaia ha evidenziato quanto sia difficile oggi la MotoGP, dove “mezzo decimo di errore a curva ti porta dal primo al quindicesimo posto“. In questo contesto, il supporto della squadra è stato fondamentale, nonostante le difficoltà nel tradurre le sensazioni del pilota in soluzioni tecniche concrete.
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La pressione mediatica e la “caccia allo scandalo“
Un tema particolarmente sentito da Pecco Bagnaia è quello del rapporto con la stampa. Il pilota ha denunciato una deriva verso la “follia mediatica“, fatta di titoli clickbait e dichiarazioni travisate. Ha citato episodi in cui sono stati inventati virgolettati o create polemiche ad arte, come le voci di un presunto sabotaggio interno da parte di Ducati, smentite categoricamente dal pilota: “Sarebbe stato qualcosa di folle mettermi in difficoltà apposta“.
Il rapporto con i miti: Valentino Rossi e Marc Marquez
Il legame con Valentino Rossi rimane un pilastro. Il “Dottore” è sempre presente, offrendo consigli tecnici e psicologici, come l’invito a “godersi di più i risultati“, anche quando non si tratta di una vittoria.
Riguardo alla convivenza con Marc Marquez nel team ufficiale, Bagnaia ha scelto di viverla come uno stimolo. Nonostante la storia tesa tra Marquez e l’Academy (eredità del 2015), Pecco ha descritto un rapporto professionale basato sull’intelligenza e sul confronto tecnico. “Io sono un altro pilota e faccio il mio“, ha ribadito, cercando di distanziarsi dalle vecchie ruggini che ancora infiammano i fan.
L’ossessione per il dettaglio di Pecco Bagnaia non è solo una caratteristica caratteriale, ma un vero e proprio metodo di lavoro che definisce la sua carriera e il suo approccio alle corse. Nelle fonti emerge come questa “cura maniacale” si manifesti in diversi ambiti, dalla gestione tecnica alla preparazione mentale.
Pecco Bagnaia e la precisione tecnica e il “feeling” con la moto
Per Pecco, la ricerca della perfezione raggiunge il suo apice durante la qualifica, momento in cui spinge al limite e monitora costantemente la dashboard della moto. In quei secondi, Pecco osserva i quattro settori del giro e vederli scendere anche solo di “2 bar deci” (decimi) gli fornisce una carica adrenalinica senza pari.
Questa sensibilità estrema si riflette anche nel modo in cui analizza il comportamento del mezzo:
- Routine pre-gara: Dopo il giro di ricognizione, Bagnaia comunica immediatamente ai tecnici se ogni minimo dettaglio è a posto, segnalando persino se una marcia è entrata male in una specifica curva.
- Analisi dei problemi: Bagnaia ha ammesso che, nei momenti di difficoltà, la chiave è identificare il problema primario (come il poco grip o la moto che non gira) senza farsi distrarre da troppi dati, un processo che richiede una chiarezza comunicativa assoluta con il box.
- Adattamento al “DNA”: Il pilota ha sofferto molto quando ha percepito che il DNA della sua moto era cambiato, faticando a ritrovare quel “feeling” millimetrico necessario per performare ai massimi livelli.
Una memoria “maniacale”
Un aspetto sorprendente della sua ossessione riguarda la memoria. Bagnaia ammette di non ricordare quasi nulla della sua vita privata, ma di avere una memoria maniacale per i dati sportivi: ricorda i risultati di tutte le sue gare, i tempi sul giro e ogni dettaglio tecnico dei test passati.
L’allenamento come ricerca della sensibilità
Anche l’allenamento al VR46 Ranch è finalizzato alla cura del dettaglio tecnico. Bagnaia spiega che girare sulla terra serve ad aumentare la sensibilità nel bilanciare la moto con il peso del corpo e nell’essere estremamente precisi con il gas. Questa ricerca costante lo porta spesso a confrontarsi con gli altri piloti dell’Academy, arrivando a discutere animatamente davanti alle immagini video per analizzare ogni singola traiettoria.
Modelli e standard professionali
Bagnaia riconosce questa stessa “mania” in figure che ammira profondamente, come Orazio Pagani, che definisce maniacale per come cura ogni aspetto delle sue auto, persino il profumo dell’abitacolo.
Infine, Pecco applica questo standard anche a se stesso come figura pubblica: ha dichiarato di aver sempre cercato di essere super professionale e di curare i dettagli in qualsiasi situazione, motivo per cui vive come una “macchia” indelebile l’errore commesso a Ibiza, percependolo come una crepa nella sua immagine di atleta impeccabile. Per il futuro, l’obiettivo è essere ancora più ponderato e chiaro nella comunicazione con il box, consapevole che in MotoGP la differenza tra la vittoria e il quindicesimo posto è una questione di mezzo decimo di errore a curva.
Errori e lezioni per il futuro
Bagnaia non ha nascosto i propri errori, come l’incidente a Ibiza nel 2022, definito una “macchia” che lo ha però aiutato a capire meglio la sua posizione e le sue responsabilità. Per il futuro, la lezione appresa è chiara: essere più ponderato e chiaro nella comunicazione con il box per evitare confusioni tecniche.
Oggi, Pecco Bagnaia si dice pronto a ricominciare, con la consapevolezza che, al di là delle coppe e dei titoli, la cosa che lo diverte di più resta sempre la stessa: andare in moto e spingere al limite in qualifica.






