Kiev, 18 febbraio 2026 – In vista dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026, le autorità ucraine hanno annunciato che non parteciperanno alla cerimonia di apertura né agli eventi ufficiali della manifestazione sportiva. La decisione è stata presa in segno di protesta contro la partecipazione degli atleti russi e bielorussi che gareggeranno sotto le loro bandiere nazionali.
Ucraina, la presa di posizione delle autorità
Il ministro dello Sport ucraino, Matviy Bidnyj, ha dichiarato su X (ex Twitter): “Non saremo presenti alla cerimonia di apertura. Non parteciperemo a nessuno degli eventi ufficiali dei Giochi”. Questa presa di posizione arriva in un contesto di forte tensione internazionale legata alla guerra in Ucraina e alle sanzioni imposte alla Russia. A sostegno di questa decisione, anche il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha reso noto di aver incaricato gli ambasciatori di Kiev di incoraggiare altri Paesi a seguire l’esempio e a boicottare simbolicamente la cerimonia paralimpica.
Controversie sulle bandiere russe e bielorusse
La partecipazione degli atleti russi e bielorussi con le proprie bandiere nazionali rappresenta un punto di forte contrasto. In passato, in diverse competizioni internazionali, a questi Paesi era stato imposto di gareggiare sotto bandiere neutre a causa delle sanzioni e delle accuse di violazioni internazionali. La decisione di permettere loro di esibire i simboli nazionali ha suscitato reazioni contrarie, in particolare da parte di Kiev, che considera questa scelta “scandalosa” alla luce del conflitto in corso.
I Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026 si terranno dal 6 al 15 marzo prossimi, rappresentando un momento di grande rilievo per lo sport paralimpico internazionale. Tuttavia, la questione della partecipazione russa e bielorussa con i propri vessilli ha già creato un clima di tensione diplomatica e politica che si riflette anche nel mondo dello sport.






