Alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina è tornato a risuonare l’inno russo dopo oltre un decennio di assenza. A riportarlo sul podio è stata la sciatrice alpina Varvara Voronchikhina, che ha conquistato la medaglia d’oro nel superG femminile a Cortina d’Ampezzo. La 23enne atleta aveva già ottenuto il bronzo nella discesa libera due giorni prima. Con il successo nel superG, la cerimonia di premiazione ha segnato un momento simbolico: l’inno nazionale russo suonato di nuovo in una grande manifestazione sportiva internazionale.
Il ritorno della bandiera russa alle Paralimpiadi
Ai Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 gli atleti russi sono tornati a gareggiare sotto la propria bandiera dopo anni in cui avevano partecipato come neutrali. Le restrizioni erano state imposte prima per lo scandalo del doping di Stato e successivamente rafforzate dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022 da parte della Russia.
La vittoria di Voronchikhina rappresenta quindi il primo momento in cui l’inno nazionale russo viene eseguito ai Giochi paralimpici dopo quelli di Paralimpiadi invernali di Sochi 2014.
Le parole dell’atleta
Visibilmente emozionata dopo la gara, Voronchikhina ha commentato il risultato parlando dell’importanza personale del momento: vedere la propria bandiera in cima al podio è stato “davvero speciale”.
L’atleta ha ammesso di avere ancora difficoltà a realizzare la portata del successo: “Forse quando guarderò la mia medaglia d’oro capirò davvero cosa è successo”, ha dichiarato.
Polemiche e tensioni internazionali
Il ritorno della Russia ai Giochi non è stato privo di polemiche. Il Comitato Paralimpico Internazionale ha concesso alcune wild card che hanno permesso a sei atleti russi di partecipare alla competizione. La decisione ha provocato forti proteste da parte dell’Ucraina e di altri Paesi, alcuni dei quali hanno scelto di boicottare la cerimonia di apertura.
La vittoria di Voronchikhina riaccende quindi il dibattito sul ritorno degli atleti russi nelle grandi competizioni internazionali, in un contesto ancora segnato dalle tensioni geopolitiche e dalle sanzioni sportive degli ultimi anni.






