Con l’arrivo del nuovo anno tornano anche i saldi invernali, uno degli appuntamenti più attesi da consumatori e commercianti. Per il 2026, la data di inizio è fissata nella maggior parte delle Regioni italiane a sabato 3 gennaio, in linea con quanto previsto dagli “Indirizzi unitari delle Regioni” approvati nel 2011. Non mancano però alcune eccezioni territoriali e differenze nella durata delle vendite di fine stagione. Accanto al calendario ufficiale, resta centrale anche il tema della trasparenza e della tutela dei consumatori, con regole precise su prezzi, sconti e diritti di acquisto.
Le date dei saldi invernali 2026 nelle Regioni
La scelta del 3 gennaio deriva dalla regola che fissa l’inizio dei saldi al primo giorno feriale precedente l’Epifania; quando questo coincide con un lunedì, l’avvio viene anticipato al sabato. Nel 2026, dunque, quasi tutta Italia partirà nello stesso giorno.
Fanno eccezione la Valle d’Aosta, dove i saldi inizieranno venerdì 2 gennaio e dureranno fino al 31 marzo, e l’Alto Adige, dove l’avvio è fissato a giovedì 8 gennaio, con un calendario articolato per distretti e località turistiche. In alcune zone, come Val Gardena, Val Badia o parti della Val Venosta, i saldi inizieranno addirittura a marzo, per adattarsi alla stagionalità turistica.
La durata varia da Regione a Regione: in molte, come Campania, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto, i saldi dureranno 60 giorni; in altre, come Lazio e Piemonte, si estenderanno per 6-8 settimane. Alcuni territori, tra cui Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria, consentono vendite promozionali durante tutto l’anno, mentre altrove vige il divieto di promozioni nei 15, 30 o 40 giorni precedenti l’inizio dei saldi.
Regole e consigli per acquisti chiari e sicuri
Accanto alle date, è fondamentale conoscere le regole che tutelano i consumatori. Secondo il vademecum di Federazione Moda Italia-Confcommercio, il cambio della merce non è obbligatorio, salvo in caso di prodotto difettoso o non conforme: in queste situazioni il negoziante è tenuto a riparare, sostituire o rimborsare l’articolo. Il difetto va però segnalato entro due mesi dalla scoperta.
La prova dei capi resta a discrezione del negoziante, mentre per i pagamenti è obbligatoria l’accettazione delle carte di credito, favorendo soluzioni cashless. I prodotti in saldo devono essere stagionali o di moda e soggetti a deprezzamento.
Grande attenzione va posta all’indicazione dei prezzi: è obbligatorio esporre il prezzo originario, lo sconto applicato e il prezzo finale. In base alla normativa più recente, il prezzo di riferimento deve essere il più basso praticato nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi.
Conoscere calendario e regole permette ai consumatori di affrontare i saldi invernali 2026 con maggiore consapevolezza, approfittando delle occasioni senza rinunciare alla sicurezza e alla trasparenza.



