Roma, 3 gennaio 2026 – L’utilizzo del Bluetooth negli smartphone e dispositivi elettronici continua a rappresentare una comodità imprescindibile per la connettività senza fili, ma è fondamentale conoscere i rischi associati al mantenimento del sistema sempre attivo. Nonostante la diffusione capillare di questa tecnologia negli smartphone, smartwatch, cuffie e automobili, la disattivazione del Bluetooth quando non in uso resta una pratica consigliata sia per migliorare l’autonomia della batteria sia per rafforzare la sicurezza dei dati personali.
Bluetooth: tecnologia e rischi di sicurezza
Il Bluetooth è uno standard di trasmissione dati a corto raggio, sviluppato originariamente da Ericsson e formalizzato nel 1999 dalla Bluetooth Special Interest Group (SIG), che include aziende come Sony, IBM, Intel, Nokia e Toshiba. Grazie alla frequenza radio a 2,4 GHz e a un sistema di commutazione tra 79 canali, questa tecnologia consente la creazione di reti personali (WPAN) entro un raggio che varia da 1 a 100 metri a seconda della classe del dispositivo. L’adozione è così vasta che oggi si contano miliardi di dispositivi abilitati nel mondo, dai telefoni cellulari alle automobili, dove BMW è stata pioniera nell’integrazione di sistemi vivavoce Bluetooth per la sicurezza alla guida.
Tuttavia, lasciare il Bluetooth attivo permanentemente espone gli utenti a diverse minacce informatiche. Tra le più diffuse vi sono il bluejacking, che consiste nell’invio di messaggi indesiderati; il bluesnarfing, che permette l’accesso non autorizzato a dati personali; il bluebugging, attacco particolarmente invasivo che consente il controllo remoto del dispositivo; e il BIAS (Bluetooth Impersonation Attack), che inganna l’utente facendogli credere di essere connesso a un dispositivo sicuro quando in realtà non è così. Altri rischi comprendono attacchi man-in-the-middle (MITM) e BlueBorne, che sfrutta vulnerabilità del protocollo anche senza connessione attiva.

Come difendersi: buone pratiche e strumenti digitali
Per minimizzare i rischi, la soluzione più efficace è disattivare il Bluetooth quando non viene utilizzato per collegarsi a cuffie, altoparlanti o sistemi auto. Questa semplice precauzione limita l’esposizione a possibili attacchi e contribuisce a preservare la durata della batteria, evitando il consumo energetico continuo dovuto alla ricerca di dispositivi.
Inoltre, sono disponibili applicazioni come “Connessione automatica Bluetooth” per sistemi Android, che semplificano la gestione delle connessioni rendendo automatico l’accoppiamento con dispositivi affidabili e gestendo la riconnessione in modo sicuro. Questi strumenti permettono di monitorare la cronologia dei dispositivi associati e di accedere rapidamente alle impostazioni Bluetooth tramite widget, migliorando l’esperienza utente senza compromettere la sicurezza.
Caratteristiche tecniche e evoluzione del Bluetooth
Il Bluetooth opera su diverse classi di potenza, con dispositivi di Classe 1 che raggiungono fino a 100 metri di raggio d’azione e dispositivi di Classe 3 limitati a circa 1 metro. Le versioni più recenti hanno migliorato significativamente la velocità di trasferimento dati, passando da 723,1 kbit/s nelle prime release fino a 4 Mbit/s con Bluetooth 4.0, aumentando al contempo l’efficienza energetica grazie a una riduzione della durata dei segnali.
Il protocollo supporta due principali modalità di collegamento: il servizio asincrono senza connessione (ACL), ideale per il trasferimento dati, e il servizio sincrono orientato alla connessione (SCO), utilizzato per applicazioni in tempo reale come la trasmissione vocale. Questa struttura tecnica consente una grande versatilità di utilizzo, dal collegamento tra smartphone e cuffie, fino all’integrazione con dispositivi industriali e automobili.
La consapevolezza delle vulnerabilità e l’adozione di comportamenti prudenti sono quindi indispensabili per sfruttare al meglio questa tecnologia, garantendo connessioni rapide e sicure senza rinunciare alla comodità del wireless.




