Sì, il momento del cambio dall’ora legale a quella solare si sta avvicinando. Ecco una guida ultra-dettagliata su quando scatta, cosa comporta per la nostra salute e le nostre bollette, e perché questo piccolo gesto è al centro di un grande dibattito europeo.
L’appuntamento con l’ora solare: segna questa data sul calendario
L’addio all’ora legale per il 2025 è fissato, come da tradizione, per l’ultima domenica di ottobre.
Quando? Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025.
Cosa fare? Alle ore 3:00 del mattino, le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle ore 2:00.
La buona notizia: Dormiremo tutti un’ora in più! La maggior parte dei nostri dispositivi elettronici (smartphone, computer, smartwatch) si aggiornerà automaticamente, ma ricorda di cambiare manualmente gli orologi da polso, quelli a muro e il display di auto o elettrodomestici.
Più luce al mattino, buio prima: cosa cambia davvero
Il ritorno all’ora solare segna l’ingresso definitivo nella stagione autunnale, con effetti pratici sulla nostra economia e sulla nostra giornata tipo.

Il tesoro nascosto: ecco quanti milioni di euro risparmiamo
Il motivo principale per cui l’Italia mantiene l’ora legale è il risparmio energetico. Secondo le stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, i 7 mesi di ora legale (da marzo a ottobre) portano a un risparmio enorme. I dati degli anni passati indicano:
- Risparmio elettrico: Circa 370 milioni di kWh, l’equivalente del fabbisogno annuo di circa 140 mila famiglie.
- Risparmio economico: Un beneficio per il sistema elettrico di circa 90 milioni di euro.
- Beneficio ambientale: Si evita l’emissione in atmosfera di circa 180 mila tonnellate di CO₂.
Spostando le lancette avanti di un’ora in estate, ritardiamo l’accensione della luce artificiale la sera, sfruttando al massimo la luce solare e alleggerendo così le nostre bollette e l’impatto ambientale.
La vita di tutti i giorno
Con il ritorno all’ora solare, guadagneremo un’ora di luce al mattino, rendendo il risveglio un po’ meno traumatico. Di contro, il sole tramonterà un’ora prima nel pomeriggio, regalandoci quella sensazione tipica delle corte giornate autunnali e invernale
Il “jet lag da poltrona”: perché il cambio d’ora ci scombussola
Sebbene si dorma un’ora in più, il nostro corpo non sempre reagisce bene. Questo piccolo cambiamento può infatti sfasare il nostro orologio biologico interno, il cosiddetto ritmo circadiano, che regola il ciclo sonno-veglia.
Questo fenomeno, simile a un leggero “jet lag”, può causare per alcuni giorni:
- Sonnolenza e stanchezza diurna.
- Irritabilità e sbalzi d’umore.
- Difficoltà di concentrazione.
- Leggeri mal di testa.
Il responsabile è un leggero sfasamento nella produzione di melatonina, l’ormone del sonno. Le persone più sensibili a questi cambiamenti sono solitamente i bambini e gli anziani.
Consigli per adattarsi senza stress:
- Gradualità: Nei giorni precedenti al cambio, prova ad andare a dormire 15-20 minuti più tardi ogni sera.
- Luce al mattino: Appena sveglio, esponiti alla luce naturale per aiutare il tuo orologio interno a sincronizzarsi.
- Attività fisica: Fai un po’ di sport, ma evitalo nelle ore immediatamente precedenti al sonno.
- No a caffè e alcol la sera: Evita stimolanti che possono disturbare ulteriormente il sonno.
L’ora legale sarà abolita? La posizione dell’Italia e il dibattito europeo
Forse non tutti sanno che da anni in Europa si discute se abolire o meno il cambio d’ora. Nel 2018, una consultazione pubblica della Commissione Europea ha visto una maggioranza schiacciante (l’84% dei votanti) a favore dell’abolizione.
Il Parlamento Europeo ha quindi approvato una bozza di direttiva per porre fine a questo rituale, lasciando però a ogni singolo Stato membro la scelta se adottare per sempre l’ora solare o quella legale.
E l’Italia? La posizione del nostro Paese, confermata più volte, è quella di mantenere il sistema attuale. I benefici in termini di risparmio energetico ed economico, certificati da Terna, sono considerati troppo importanti per essere abbandonati. Quindi, almeno per ora, continueremo a spostare le lancette due volte all’anno.






