Roma, 30 gennaio 2026 – Negli ultimi giorni, sui social network italiani e internazionali, si è diffuso un sorprendente fenomeno di nostalgia collettiva: il revival del 2016. A dieci anni di distanza, utenti di ogni età stanno celebrando un anno che, nonostante le difficoltà storiche, viene ricordato con affetto e curiosità, soprattutto dalle nuove generazioni, in particolare dalla cosiddetta Generazione Z.
Il fenomeno nostalgia per il 2016 sui social network
Il 2016, un anno bisestile segnato da eventi epocali a livello globale, è tornato protagonista delle piattaforme come TikTok e Instagram, dove i giovani ripropongono canzoni di artisti come Rihanna e Justin Bieber, e riprendono mode tipiche dell’epoca come collane vistose, sneaker vintage e camicie a scacchi. Tra i trend più popolari spiccano anche i richiami ai Pokémon, con raduni e feste che si svolgono in diverse città italiane ed europee, riscoprendo un’estate che molti descrivono come l’ultima “stagione felice” prima di una serie di crisi globali e sociali.
La redazione di La Repubblica ha però sottolineato come questa idealizzazione del 2016 sia probabilmente eccessiva e frutto di un meccanismo di idealizzazione tipico della nostalgia, accentuato dall’impatto che il marketing esercita oggi su questi trend, trasformandoli in vere e proprie strategie di monetizzazione.
Il contesto storico e sociale del 2016
Nonostante il clima di festa virtuale, il 2016 è stato un anno segnato da eventi drammatici e decisivi. Fu l’anno della Brexit, della prima vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi e dell’acuirsi del conflitto siriano. La stampa internazionale, dalla BBC a Le Figaro, definì il 2016 un “anno assassino”, ricordando anche la perdita di icone musicali come George Michael e David Bowie.
In Italia, nel frattempo, il 2016 è stato anche un anno di svolte sociali importanti, come l’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. A livello globale, si registrarono eventi politici, sociali e naturali di grande rilievo, tra cui il terremoto nel Centro Italia che causò quasi 300 vittime, e il referendum britannico che cambiò il destino dell’Unione Europea.
La memoria collettiva e il ritorno alla “normalità” pre-2020
Secondo alcuni sociologi, la riscoperta del 2016 può essere interpretata come un desiderio di ritorno a un periodo precedente agli anni Venti del XXI secolo, segnati da pandemia, conflitti e tensioni geopolitiche. All’epoca, i social network erano meno invasivi e la percezione del tempo era diversa.
Il riconoscimento di un “annus horribilis” per il 2016, tuttavia, lascia aperti numerosi interrogativi sul perché questa data venga oggi idealizzata. Nonostante ciò, la nostalgia sembra avere una funzione consolatoria, offrendo un riferimento per le nuove generazioni in un mondo complesso e instabile.






