Washington, 2 febbraio 2026 – Un possibile segnale di distensione in un contesto di crescente tensione in Medio Oriente: Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sono attesi venerdì a Istanbul per un incontro volto a discutere un possibile accordo sul nucleare iraniano. La notizia, riportata da Axios citando fonti informate, arriva in un momento di massiccio rafforzamento militare statunitense nel Golfo Persico e a pochi giorni dalla dichiarazione del presidente Donald Trump, che ha sottolineato come un accordo rapido sia l’unica via per evitare un conflitto militare.
Witkoff Araghchi, diplomazia in azione: il ruolo di Turchia, Egitto e Qatar
L’incontro tra Witkoff e Araghchi rappresenta il frutto di intensi sforzi diplomatici coordinati da Turchia, Egitto e Qatar, impegnati a mediare tra Washington e Teheran. Fonti regionali hanno confermato che questi Paesi stanno lavorando per facilitare un dialogo diretto, con Ankara individuata come possibile sede dell’incontro. Tuttavia, fonti statunitensi avvertono che nulla è ancora definito finché l’appuntamento non si concretizza ufficialmente.
La posizione iraniana, espressa dallo stesso Araghchi, è di apertura a un “negoziato giusto ed equo” con gli USA, mentre la Casa Bianca ha comunicato di essere pronta a esplorare tutte le opzioni diplomatiche, pur senza escludere soluzioni militari in caso di necessità. La Turchia, per voce del ministro degli Esteri Hakan Fidan, ha ribadito la ferma opposizione a qualsiasi azione militare contro l’Iran, proponendo anche possibili formule innovative come il trasferimento dell’uranio arricchito in territorio turco per evitare ulteriori tensioni.

Il contesto attuale: tra minacce militari e negoziati
Il summit diplomatico si inserisce in un quadro di forte tensione regionale, con il presidente Trump che ha incaricato il suo team di studiare opzioni per un’azione militare rapida e mirata contro l’Iran, senza però voler essere trascinato in un conflitto prolungato. Nel frattempo, le forze israeliane continuano a colpire presunti siti militari iraniani, mentre l’Iran accusa ufficialmente gli eserciti europei di agire come terroristi sul suo territorio.
Steve Witkoff, imprenditore e diplomatico di lunga esperienza, noto per il suo stretto rapporto con Trump e il suo approccio pragmatico alle negoziazioni, assume così un ruolo chiave nella delicata fase di negoziato tra le due potenze. Abbas Araghchi, dal canto suo, figura di spicco della diplomazia iraniana e ministro degli Esteri dal 2024, guida la delegazione di Teheran con l’obiettivo di salvaguardare gli interessi nazionali in una partita che potrebbe decidere il futuro della stabilità regionale.
L’esito dell’incontro di Istanbul sarà attentamente monitorato, considerata la complessità delle relazioni tra USA e Iran e l’importanza strategica del programma nucleare iraniano nel contesto geopolitico globale.






