Venezuela, 30 gennaio 2026 – In un contesto politico segnato da tensioni e incertezze, il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) venezuelano ha annunciato la sospensione temporanea dei processi di autorizzazione e iscrizione di nuovi partiti politici nel Paese, una decisione che contrasta con la recente apertura al dissenso promossa dal governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez.
Sospensione dell’iscrizione dei nuovi partiti
La misura, ufficializzata con la Risoluzione n. 260128-004 e approvata il 28 gennaio, porta le firme del presidente del CNE, Elvis Amoroso, e del segretario generale, Antonio José Meneses Rodríguez. Nella delibera si parla di necessità di una “organizzazione e razionalizzazione” delle procedure amministrative, senza tuttavia indicare la durata della sospensione.
Questa decisione ha un impatto diretto sul partito Vente Venezuela, guidato da María Corina Machado, leader dell’opposizione e vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2025. Il movimento, già escluso dalla formalizzazione della propria registrazione in occasione delle ultime elezioni presidenziali e politiche, rischia di non poter partecipare alle consultazioni del 2026 qualora il blocco rimanesse in vigore.
L’avvocato Alí Daniels, coordinatore dell’ong ‘Accesso alla Giustizia’, ha definito questa sospensione “più che una misura amministrativa, una decisione tipica di uno stato di emergenza”. Nonostante la legge preveda l’avvio del processo di iscrizione ogni gennaio, il CNE ha invocato poteri legali straordinari, motivando l’interruzione con “circostanze eccezionali”.
Il clima politico in Venezuela
Nel frattempo, un sondaggio condotto dall’istituto Meganálisis tra il 6 e l’11 gennaio evidenzia come oltre il 90% dei venezuelani rifiuti l’ipotesi che Delcy Rodríguez possa guidare una fase di transizione politica dopo la caduta di Nicolás Maduro. Il 93,5% degli intervistati esprime un giudizio negativo nei suoi confronti.
Al contrario, la figura di María Corina Machado gode di un ampio consenso: il 78,3% degli intervistati dichiarerebbe il proprio voto per la leader dell’opposizione, riconosciuta come principale favorita nella corsa alla presidenza. Il sondaggio rivela inoltre un crescente rifiuto del socialismo chavista, sempre più associato a povertà e declino economico, e un sentimento di gratitudine verso l’ex presidente statunitense Donald Trump per il suo ruolo nella crisi venezuelana.
Questa situazione politica complessa e in evoluzione riflette le tensioni interne al Venezuela, dove il blocco delle iscrizioni dei partiti rappresenta un ulteriore elemento di instabilità nel processo democratico nazionale.






