Caracas, 2 gennaio 2026 – Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro si è dichiarato disponibile ad avviare negoziati con gli Stati Uniti su temi cruciali come la lotta al narcotraffico, il settore petrolifero e gli accordi economici, in un contesto di tensioni crescenti tra i due Paesi. La sua dichiarazione è arrivata nel corso di un’intervista televisiva trasmessa ieri, mentre Washington continua a esercitare pressioni militari e diplomatiche sul Venezuela, schierando navi da guerra nei Caraibi.
Maduro apre al dialogo con Washington su droga e petrolio
Nel corso della trasmissione su VTV, Maduro ha affermato che il governo statunitense è a conoscenza della sua disponibilità a discutere un accordo serio per combattere il narcotraffico. Ha inoltre sottolineato la volontà del Venezuela di accogliere investimenti americani nel settore petrolifero, citando come esempio la collaborazione con la compagnia Chevron. Il presidente ha specificato: “Se vogliono petrolio dal Venezuela, siamo pronti per gli investimenti americani, come con Chevron, quando vogliono, dove vogliono e come vogliono”, aprendo anche a possibili accordi globali di sviluppo economico.
Questa disponibilità di Maduro arriva in un momento di massima tensione con gli Stati Uniti, che hanno intensificato la loro presenza militare nella regione dei Caraibi e hanno accusato il Venezuela di essere coinvolto in attività di narcotraffico. La situazione rimane delicata anche sul fronte di una presunta operazione militare statunitense sul territorio venezuelano, ipotesi che Maduro ha preferito non confermare né smentire, lasciando intendere che potrebbe essere un tema di discussione futura.
Il contesto geopolitico e le tensioni tra Venezuela e USA
La crisi tra Caracas e Washington si inserisce in un quadro geopolitico complesso, dove il Venezuela, sotto la guida di Maduro dal 2013, affronta da anni una profonda crisi economica e politica. Gli Stati Uniti, che considerano Maduro un “narcoterrorista”, hanno imposto sanzioni e mantenuto una forte pressione internazionale. La taglia da 50 milioni di dollari offerta dagli Usa per la cattura del presidente venezuelano sottolinea il livello di ostilità tra le due amministrazioni.
Maduro, dal canto suo, ha cercato sostegno da alleati come Russia, Cina e Iran, che forniscono assistenza militare, finanziaria e energetica. La sua recente apertura al dialogo con Washington potrebbe segnare un tentativo di rompere l’isolamento internazionale e trovare un’intesa su questioni strategiche come la sicurezza e il petrolio, risorsa fondamentale per entrambe le nazioni.
Le dichiarazioni di Maduro sono arrivate in un momento in cui l’amministrazione statunitense guidata dal presidente Donald Trump ha confermato di aver distrutto infrastrutture portuali venezuelane accusate di traffico di droga, ma senza escludere ulteriori azioni militari. La situazione rimane quindi in evoluzione e resta da vedere se le aperture saranno seguite da un effettivo dialogo tra i due Paesi.






