Caracas, 7 gennaio 2026 – La situazione in Venezuela si è ulteriormente aggravata dopo l’operazione militare statunitense condotta la notte del 3 gennaio a Caracas, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Secondo quanto dichiarato dal presidente statunitense Donald Trump, Maduro e la consorte sono stati trasferiti negli Stati Uniti dove saranno processati. Nel frattempo, il governo venezuelano ha denunciato un pesante bilancio di vittime e feriti a seguito dell’attacco.
Feriti e vittime nell’operazione statunitense in Venezuela
Il ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello, ha confermato che nel corso della cattura di Maduro e della moglie, entrambi sono rimasti feriti: la donna ha riportato una ferita alla testa e un colpo al corpo, mentre Maduro è stato ferito a una gamba. Nonostante ciò, entrambi sono in fase di recupero. Cabello ha inoltre denunciato che l’attacco militare statunitense ha causato la morte di almeno 100 persone, tra civili e militari, e un numero simile di feriti, definendo l’azione “terribile” per il paese.
Le immagini trasmesse dalle televisioni statunitensi mostrano Maduro e la moglie scortati dagli agenti dell’FBI all’atterraggio a New York, dove sono stati trasferiti in un carcere federale di Brooklyn, struttura nota per ospitare detenuti eccellenti come il narcotrafficante Joaquín “El Chapo” Guzmán.
Nuove leadership e rapporti con gli Stati Uniti
In seguito alla cattura di Maduro, il Tribunale Supremo di Giustizia venezuelano ha nominato Delcy Rodríguez presidente ad interim, incarico che ha assunto ufficialmente il 5 gennaio. Rodríguez, già vicepresidente e figura chiave del regime chavista, ha denunciato una “macchia senza precedenti” nelle relazioni con gli Stati Uniti e ha affermato che Maduro resta l’unico presidente legittimo del Venezuela, chiedendone la liberazione immediata. La neo-presidente ha ribadito l’intenzione di difendere le risorse naturali del paese e mantenere la pace, nonostante la forte pressione statunitense.
Dal canto suo, Donald Trump ha annunciato che il Venezuela acquisterà solo prodotti statunitensi con i ricavi derivanti da un nuovo accordo sul petrolio e che le compagnie petrolifere americane avranno un ruolo attivo nel paese. Le grandi società petrolifere statunitensi, come Chevron, sono in trattative con Washington per ottenere garanzie legali e finanziarie per investire nuovamente in Venezuela.
Nel frattempo, la tensione si riflette anche nelle operazioni di sicurezza all’interno del Venezuela, con movimenti insoliti segnalati nella prigione di El Helicoide, centro noto per torture e sede dell’intelligence venezuelana, dove sembrano in corso smantellamenti e trasferimenti di uffici su ordine diretto del governo.
Questa complessa situazione segna una svolta epocale nelle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela, con ripercussioni significative sia a livello regionale che internazionale.






