6 marzo 2026 – L’UNICEF lancia un allarme urgente sull’impatto devastante dell’escalation militare in Iran, dove circa 180 bambini sono stati uccisi negli ultimi scontri, con molte altre vittime tra i feriti. La situazione, denunciata dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, rappresenta una drammatica violazione dei diritti umani e delle norme del diritto internazionale umanitario.
Unicef: bambini e scuole nel mirino del conflitto
Tra le vittime più gravi, 168 bambine sono morte in un attacco alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh, a Minab, nel sud dell’Iran, il 28 febbraio scorso, mentre erano in corso le lezioni. Le studentesse avevano un’età compresa tra i 7 e i 12 anni, evidenziando la tragedia di un attacco diretto contro i più piccoli. Oltre a questo episodio, altri 12 bambini sono stati uccisi in attacchi contro scuole in cinque diverse località del Paese. L’UNICEF sottolinea inoltre che almeno 20 scuole e 10 ospedali sono stati danneggiati, compromettendo l’accesso all’istruzione e ai servizi sanitari essenziali per migliaia di bambini.
Appello internazionale per la protezione dei civili
L’UNICEF ricorda che bambini e scuole devono essere protetti dal diritto internazionale umanitario e devono rimanere luoghi sicuri. Il Fondo chiede a tutte le parti coinvolte di rispettare i propri obblighi legali e di garantire la tutela della vita e del benessere dei minori, senza eccezioni. Questa condanna è un forte richiamo alla comunità internazionale affinché intervenga per fermare la violenza che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione e per assicurare assistenza umanitaria urgente.
Queste vittime rappresentano un doloroso monito sulla brutalità della guerra e il suo impatto duraturo sulle famiglie e sulle comunità iraniane, minacciando il futuro di intere generazioni. L’appello dell’UNICEF arriva in un momento di crescente tensione nella regione, dove il conflitto si sta intensificando e coinvolge molteplici attori, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza dell’area.






