Bruxelles, 29 gennaio 2026 – La Commissione europea ha dato oggi il via libera alla prima Strategia europea per la gestione dell’asilo e della migrazione, delineando una serie di priorità volte a rafforzare il controllo dei flussi migratori irregolari e a migliorare la competitività attraverso la mobilità del lavoro e dei talenti. La strategia, che si concentrerà sui prossimi cinque anni, prevede un approccio più rigoroso e coordinato per prevenire l’immigrazione clandestina, smantellare le reti criminali di trafficanti e proteggere le persone in fuga da guerre e persecuzioni.
Migrazioni: cinque priorità per una Gestione Integrata
La strategia individua cinque aree chiave di intervento: il rafforzamento della diplomazia migratoria, il miglioramento dei sistemi di rimpatrio e riammissione, la promozione della mobilità lavorativa e dei talenti, il sistema di asilo e migrazione e il rafforzamento delle frontiere europee. Magnus Brunner, commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, sottolinea che per garantire una gestione efficace sarà necessario un impegno costante nell’implementazione del Patto sulla migrazione e l’asilo, con team dedicati per ogni Paese e un finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi di euro destinati a procedure più snelle e al contrasto dei movimenti secondari non autorizzati.
Particolare attenzione è rivolta al consolidamento di Frontex, l’agenzia europea per la gestione delle frontiere, con una revisione del suo regolamento istitutivo e l’introduzione di sistemi digitali all’avanguardia come il sistema di ingressi/uscite (EES) e il nuovo sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).
Riforma del Sistema di Rimpatri e Nuovi Hub nei Paesi Terzi
La strategia prevede una significativa innovazione nel trattamento dei flussi irregolari, ispirandosi al cosiddetto “modello Albania”, promosso dall’Italia e ora adottato come paradigma replicabile in tutta l’Unione. Questo modello prevede la creazione di centri di identificazione e rimpatrio in paesi terzi considerati sicuri, dove i migranti irregolari vengono sottoposti a procedure rapide per l’eventuale riammissione o l’accesso all’asilo.
Il Consiglio UE ha approvato misure che accelerano le procedure di rimpatrio e introducono strumenti di cooperazione con paesi terzi, definendo una nuova interpretazione del concetto di “paese terzo sicuro”. Tra i paesi considerati sicuri figurano Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, con l’obiettivo di ridurre gli abusi del sistema di asilo e alleggerire la pressione sui confini esterni. Tuttavia, la riforma solleva questioni legali e umanitarie, in particolare riguardo alla detenzione prolungata e alla tutela dei diritti fondamentali, che dovranno essere valutate nel corso delle prossime negoziazioni con il Parlamento europeo.
La strategia, presentata dalla Commissione europea e sostenuta dal commissario Brunner, si propone così di bilanciare la necessità di sicurezza e controllo con l’impegno a proteggere chi fugge da situazioni di pericolo, in un contesto politico europeo sempre più orientato verso misure di rigore e cooperazione internazionale.






