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Tragedia nel Mediterraneo centrale: annegano 116 migranti, l’allarme di Sea Watch

La tragedia avvenuta al largo della Libia riaccende l’attenzione sulle difficoltà dei soccorsi e sul ruolo delle Ong nel monitoraggio delle rotte migratorie nel Mediterraneo

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Un gruppo di migranti su un gommone

Alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 24 dicembre 2025 – Una nuova tragedia nel Mediterraneo centrale ha segnato il 2025 con un naufragio che ha causato la morte di 116 persone, secondo quanto riferito dalla Ong Sea-Watch. L’evento, avvenuto a pochi chilometri dalle coste libiche, ha visto un solo sopravvissuto, salvato da un pescatore tunisino. I migranti erano partiti da Zuwara la sera del 18 dicembre con a bordo 117 persone, e già da lunedì la Ong aveva iniziato le ricerche con il velivolo Seabird.

Migranti morti nel Mediterraneo
Migranti morti nel Mediterraneo | Pixabay @Joel_Carillet – alanews

La dinamica del naufragio e le difficoltà nei soccorsi ai migranti

Alarm Phone, piattaforma attiva nel supporto ai migranti nel Mediterraneo dal 2014, ha confermato il naufragio verificatosi “poco dopo la partenza”, denunciando la mancanza di risposte concrete da parte delle autorità. L’allarme è scattato il 19 dicembre, quando l’Ong ha tentato ripetutamente di contattare l’imbarcazione tramite telefono satellitare senza successo e ha allertato le guardie costiere italiane e libiche senza avere coordinate precise. La Guardia costiera libica avrebbe negato qualsiasi intervento o intercettazione in quei giorni, mentre la Guardia costiera italiana ha interrotto le comunicazioni senza fornire dettagli.

Il peggioramento delle condizioni meteo, con venti fino a 40 km/h, è stato indicato dal sopravvissuto come la causa che ha portato alla tragedia poche ore dopo la partenza. Alarm Phone sta ancora cercando di verificare con esattezza questi dati.

Alarm Phone, una rete di volontari per la sicurezza in mare

Fondata nel 2014 dopo il drammatico naufragio di Lampedusa, Alarm Phone è una piattaforma di monitoraggio e assistenza gestita da un network di volontari europei e nordafricani che opera su tutte le principali rotte migratorie del Mediterraneo: dal Mar Egeo al Mediterraneo centrale, fino a quello occidentale. La sua funzione è quella di veicolare gli SOS lanciati dai migranti verso le autorità competenti per promuovere tempestivi interventi di salvataggio.

Il progetto si finanzia esclusivamente attraverso l’autofinanziamento e donazioni da parte della società civile, senza appoggi istituzionali o fondi pubblici. Dietro Alarm Phone c’è un impegno costante di attivisti e ricercatori, come Lorenzo Pezzani e Maurice Stierl, che sottolineano l’importanza del ruolo civico nel monitoraggio e nella denuncia delle emergenze in mare.

Il contesto dei naufragi nel Mediterraneo

Gli incidenti marittimi nel Mediterraneo sono spesso causati da una combinazione di fattori quali condizioni meteorologiche avverse, instabilità delle imbarcazioni di fortuna e difficoltà nei soccorsi tempestivi. I naufragi di migranti rappresentano una delle più tragiche manifestazioni di questa emergenza umanitaria, con centinaia di vittime ogni anno.

Il naufragio denunciato da Sea-Watch si inserisce in un quadro di continue partenze da Libia e Tunisia verso l’Italia, dove le rotte migratorie rimangono estremamente pericolose. Le condizioni di instabilità meteorologica e la scarsa sicurezza delle imbarcazioni aggravano la vulnerabilità dei migranti, costretti a rischiare la vita in cerca di un futuro migliore.

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