New York, 9 gennaio 2026 – Si è svolta oggi una nuova udienza a Manhattan nel processo a carico di Luigi Mangione, l’italoamericano accusato dell’omicidio di Brian Thompson, CEO di UnitedHealthcare, avvenuto nel dicembre 2024 davanti all’hotel Hilton Midtown di New York. All’esterno del tribunale federale, un gruppo di attivisti ha organizzato un presidio con cartelli recanti le scritte “Free Luigi” e “Non colpevole”, esprimendo solidarietà a Mangione e contestando le criticità del sistema sanitario statunitense dominato dalle compagnie assicurative.
Processo a Luigi Mangione: il nodo della pena di morte

La Corte è chiamata a decidere su un punto cruciale: la validità giuridica dei capi di imputazione più gravi, quelli che potrebbero comportare una condanna alla pena di morte. Mangione, arrestato il 9 dicembre 2024 in Pennsylvania, è accusato di aver sparato a Thompson con una pistola in parte stampata in 3D, un gesto avvenuto il 4 dicembre 2024 con motivazioni legate a una protesta contro le pratiche delle assicurazioni sanitarie. L’imputato si è dichiarato non colpevole e rischia undici accuse statali e quattro federali, tra cui l’omicidio di primo grado con finalità terroristiche.
Le autorità hanno evidenziato come sulle cartucce usate nel delitto fossero incise le parole “Delay”, “Deny” e “Depose”, richiamo alla strategia delle compagnie assicurative di negare e ritardare le cure. Il processo ha suscitato ampio dibattito negli Stati Uniti, polarizzando l’opinione pubblica tra condanne all’omicidio e critiche al sistema sanitario privato.
Il presidio e le testimonianze: la protesta contro il sistema sanitario
Durante l’udienza, il presidio fuori dal tribunale ha visto la partecipazione di attivisti e cittadini che hanno denunciato le disuguaglianze nell’accesso alle cure mediche. Jonathan, uno degli organizzatori, ha sottolineato come il caso Mangione rappresenti “una battaglia per i diritti umani e il diritto all’assistenza sanitaria negli Stati Uniti”, evidenziando che “spetta allo Stato provare la colpevolezza senza alcun dubbio”. Bill, un altro manifestante, ha espresso la sua contrarietà alla pena di morte, definendola da abolire.
Amanda, coinvolta personalmente nelle difficoltà del sistema sanitario, ha raccontato le difficoltà affrontate dalla sua famiglia nel ricevere cure a causa delle decisioni delle compagnie assicurative, che “decidono chi merita di vivere e chi no”. La protesta, animata anche da una donna vestita da “Super Luigi”, ha richiamato l’attenzione sulle problematiche di un sistema che spesso lascia indietro i più fragili.
Il processo a Luigi Mangione continua a essere un caso simbolo delle tensioni sociali e sanitarie negli Stati Uniti, con riflessi che coinvolgono questioni di giustizia penale, politica e diritto alla salute.
Fonte: Fabrizio Rostelli - Mangione, nuova udienza a New York. Presidio all'esterno del tribunale: "Free Luigi"






