Kiev, 31 gennaio 2026 – Vitaly Klitschko, sindaco di Kiev, ha descritto come il periodo attuale sia il più difficile della sua amministrazione, caratterizzato da un’intensificazione senza precedenti degli attacchi e da condizioni climatiche estremamente rigide. In una recente intervista al Corriere della Sera, Klitschko ha espresso la propria sfiducia nelle promesse del presidente russo Vladimir Putin, definendolo “mentitore inveterato”.
La crisi energetica e gli attacchi russi su Kiev
Secondo il sindaco, i raid russi non hanno risparmiato la capitale, anzi, sono in crescita, evidenziando l’interesse di Mosca per il controllo di Kiev più che per il Donbass. Da domenica scorsa, città come Odessa, Zaporizhzhia e Dnipro sono state colpite da blackout e mancanza di riscaldamento, aggravando la situazione in un momento in cui le temperature esterne hanno raggiunto i 20 gradi sottozero.
Il 9 gennaio Kiev ha subito uno dei raid più gravi, con danni a 12 mila edifici, di cui 6 mila sono rimasti senza acqua ed energia. I tecnici comunali hanno lavorato senza sosta per evitare che le tubature si congelassero e per ripristinare i riscaldamenti centralizzati. Non appena è stato evidente che la città riusciva a riparare i danni, nuovi attacchi sono stati lanciati.
Klitschko ha anche sottolineato il ruolo cruciale dell’aiuto internazionale, in particolare dei generatori europei, che hanno permesso di mitigare la crisi energetica. Tuttavia, ha precisato che queste soluzioni non possono sostituire nel lungo termine la rete nazionale.
Difesa aerea e attacchi droni
Nella notte tra il 30 e il 31 gennaio, le forze russe hanno lanciato un attacco con 85 droni su diverse località ucraine. La difesa aerea ucraina è riuscita a distruggerne o bloccarne 65, secondo quanto riportato dall’Aeronautica militare ucraina e da Ukrainska Pravda. Gli impatti di 20 UAV sono stati registrati in 13 località, mentre diversi droni rimangono ancora nello spazio aereo ucraino, con l’attacco che risulta tuttora in corso.
Il sindaco Klitschko ha risposto anche alle accuse di demotivare la popolazione ammettendo apertamente le difficoltà nel soddisfare tutte le necessità di Kiev e consigliando l’evacuazione temporanea di chi poteva permetterselo, per garantire migliori servizi ai residenti rimanenti.
Vitaly Klitschko, ex pugile e figura politica di rilievo dal 2014 alla guida della capitale ucraina, continua a monitorare una situazione di crisi che si complica ulteriormente con il protrarsi del conflitto e delle condizioni invernali estreme. Il suo ruolo rimane fondamentale nel coordinare la resistenza civile e la risposta alle emergenze in una delle città più grandi dell’Europa orientale, con oltre 3,5 milioni di abitanti.






