(New York, 1 marzo 2026) – In un’intervista rilasciata a The Atlantic, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver accettato di avviare un dialogo con la nuova leadership iraniana, sottolineando che l’opportunità di confronto sarebbe dovuta arrivare prima. Nella stessa intervista, Trump ha evitato di impegnarsi a sostenere attivamente eventuali rivolte popolari in Iran, preferendo adottare un atteggiamento di attesa e valutazione della situazione sul campo.
Trump accetta il dialogo con la nuova leadership iraniana
Trump ha dichiarato che la nuova leadership iraniana vuole parlare e che lui ha accettato di farlo: “Avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo”, ha affermato. Questo annuncio si inserisce in un contesto di crescente tensione nella regione, dove da mesi si susseguono attacchi e contro-attacchi tra Iran e Israele, con un conflitto che ha visto il coinvolgimento diretto di entrambi i Paesi e ha portato a un’escalation militare senza precedenti negli ultimi anni.
Nel frattempo, il popolo iraniano ha mostrato una reazione vibrante e per Trump “la gente ha urlato per strada dalla gioia”, pur consapevole della pericolosità della situazione. Tuttavia, il presidente non si è sbilanciato su un eventuale sostegno diretto degli Stati Uniti a eventuali movimenti di rivolta interna, dichiarando: “Non posso dare una risposta a questa domanda, guarderò alla situazione”.
Trump sulla crisi petrolifera e lo stretto di Hormuz
In un’altra intervista, rilasciata a Fox News,Trump ha affrontato con fermezza le questioni legate agli ultimi sviluppi nel Medio Oriente, in particolare riguardo all’impatto degli attacchi iraniani sul mercato petrolifero e alla situazione nello stretto di Hormuz.
Interpellato sulla possibile destabilizzazione del prezzo del petrolio dovuta agli attacchi in corso, Trump si è mostrato deciso: “Non sono preoccupato per nulla. Faccio solo ciò che è giusto. Alla fine, funziona” ha dichiarato, mostrando un atteggiamento di fiducia nelle proprie azioni politiche e militari. Il presidente ha ribadito la sua convinzione nel perseguire una strategia che ritiene corretta, nonostante le tensioni internazionali e le ripercussioni economiche che potrebbero derivarne.
Successi militari e pressioni sull’Iran
Nel medesimo colloquio, Trump ha inoltre sottolineato i risultati ottenuti dagli Stati Uniti contro l’Iran, affermando che “in un colpo solo 48 leader iraniani se ne sono andati”, una frase che conferma la portata degli attacchi mirati contro la leadership iraniana. Ha inoltre aggiunto che Washington continua a conoscere i target ancora da colpire, mantenendo alta la pressione militare e politica.
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