New York, 16 marzo 2026 – Donald Trump rilancia la tensione in Medio Oriente con una nuova minaccia all’isola iraniana di Kharg, strategico snodo nel Golfo Persico. In un’intervista con PBS, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato apertamente di poter distruggere completamente l’isola, già oggetto di un recente attacco aereo americano che ha colpito esclusivamente obiettivi militari, lasciando intatte le infrastrutture petrolifere.
La minaccia di Trump contro l’isola di Kharg
Trump ha spiegato che il precedente raid ha reso l’isola “morta dal punto di vista militare”, distruggendo tutte le installazioni militari senza toccare il terminal petrolifero, cruciale per l’export iraniano. L’isola di Kharg è un punto nevralgico per l’80-90% del greggio iraniano, e il presidente statunitense ha chiarito che, se Teheran o altri dovessero ostacolare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare la loro decisione e colpire anche le infrastrutture energetiche. Questa posizione è stata ribadita poco prima di un viaggio dalla Joint Base Andrews verso la Florida, con Trump che ha definito l’attacco una delle “più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente”.
Le opzioni militari degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz
Il Wall Street Journal ha evidenziato come tutte le opzioni militari per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz siano rischiose. Tra queste, l’accompagnamento delle petroliere da parte di navi da guerra, il pattugliamento con droni MQ-9 Reaper, o addirittura il controllo totale dello stretto, quest’ultima opzione la più costosa e complessa, richiedendo migliaia di soldati e un impegno prolungato nell’area. I vertici militari statunitensi stanno preparando un rafforzamento delle forze con l’invio di marines e navi da guerra, tra cui la USS Tripoli, con la possibilità di un blitz sull’isola di Kharg.
Nel frattempo, la tensione rimane alta anche diplomaticamente: Teheran ha minacciato di “ridurre in cenere” tutte le installazioni petrolifere nella regione legate agli Stati Uniti, mentre l’Europa valuta iniziative diplomatiche autonome per garantire il passaggio sicuro nello stretto.
Per approfondire: Kharg, l’isola al centro del petrolio iraniano che non può essere colpita






