(New York, 16 gennaio 2026) – Donald Trump rilancia la sua strategia commerciale minacciando l’imposizione di dazi doganali sui paesi contrari agli interessi statunitensi in Groenlandia, un’isola strategica che, secondo il presidente, è essenziale per la sicurezza nazionale degli USA. In un colloquio con la stampa nello Studio Ovale, Trump ha citato come esempio la sua minaccia di imporre un dazio del 25% a Francia e Germania se non avessero aumentato i prezzi dei farmaci da prescrizione, sottolineando che tale strumento può rappresentare una leva efficace nella trattativa commerciale.
Trump: “La Groenlandia è vitale per la sicurezza nazionale”
Nel corso di un intervento, Trump si è definito il “tariff king”, sottolineando come i dazi rappresentino uno strumento chiave per tutelare gli interessi economici e di sicurezza degli USA. Ha affermato: “Potrei imporre dazi doganali ai paesi per la Groenlandia, di cui abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale“.
L’argomento della Groenlandia è stato affrontato subito dopo aver discusso delle tariffe sui farmaci, facendo emergere un chiaro legame tra la protezione commerciale e le strategie geopolitiche di Washington.
Le tensioni internazionali e una politica protezionistica in espansione
La minaccia di Trump si inserisce in un contesto più ampio di crescente protezionismo. A maggio 2025, il presidente aveva già fatto discutere con l’annuncio di dazi del 100% sui film prodotti all’estero, una mossa volta a rafforzare il settore cinematografico americano, considerato “rubato” da produzioni straniere. Tale politica ha suscitato perplessità anche tra i protagonisti di Hollywood, data la complessità delle produzioni internazionali e la difficoltà pratica nell’applicare dazi a beni immateriali come i film.
Parallelamente, Trump ha annunciato dazi del 50% su importazioni di rame e mobili provenienti da paesi che non producono tali beni negli USA, evidenziando un approccio protezionista capillare volto a rilanciare l’industria americana.
La Groenlandia, territorio autonomo danese, è al centro di un acceso dibattito geopolitico: nonostante l’interesse statunitense, il primo ministro groenlandese Nielsen ha ribadito che “l’isola non è in vendita”. Le tensioni si estendono anche alle alleanze internazionali, con la Nato che osserva con attenzione le dinamiche legate alla presenza militare e strategica nell’Artico.
In questo scenario complesso, le minacce tariffarie di Trump rappresentano un ulteriore elemento di pressione nelle delicate relazioni internazionali con implicazioni economiche e di sicurezza globale.






