La guerra con l’Iran sarebbe ormai nelle fasi finali. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista all’emittente CBS, sostenendo che il conflitto potrebbe concludersi a breve e che la posizione militare di Teheran sarebbe ormai fortemente indebolita. Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione in Medio Oriente e mentre emergono indiscrezioni su possibili piani americani riguardanti la leadership iraniana e il controllo dello strategico Stretto di Hormuz.
Trump: “L’Iran è molto indebolito”
Secondo Trump, il confronto con l’Iran starebbe rapidamente volgendo al termine. “Penso che la guerra con l’Iran sia praticamente conclusa. Finirà presto”, ha affermato il presidente statunitense nell’intervista.
Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti si troverebbero in una posizione molto più avanzata rispetto a poche settimane fa. “Gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto al periodo di quattro o cinque settimane fa”, ha spiegato.
Il presidente ha poi descritto una situazione militare estremamente difficile per Teheran: “Non hanno navi, non hanno comunicazioni e non hanno l’aeronautica”, ha detto riferendosi alle capacità dell’Iran dopo le operazioni militari recenti.
Il leader americano ha anche criticato la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova guida suprema della Repubblica islamica dopo la morte del padre Ali Khamenei. Trump ha dichiarato di non essere soddisfatto della scelta e, interrogato su eventuali messaggi da inviare al nuovo leader iraniano, ha risposto: “Non ho alcun messaggio per lui”.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Trump avrebbe inoltre comunicato ai suoi consiglieri che avrebbe sostenuto l’ipotesi di colpire la nuova guida suprema iraniana qualora non si dimostrasse disposta ad accettare le richieste degli Stati Uniti. La notizia è stata riferita dal quotidiano citando fonti vicine all’amministrazione.
Lo Stretto di Hormuz e la telefonata con Putin
Nel corso dell’intervista Trump ha affrontato anche il tema dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il traffico energetico globale. Il presidente ha dichiarato di star “pensando di prendere il controllo” di questa rotta marittima cruciale.
Lo stretto collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman e rappresenta uno dei principali corridoi per il trasporto di petrolio e gas naturale. Trump ha osservato che, nonostante le tensioni, le navi continuano attualmente a transitare nella zona.
Sul piano diplomatico, la crisi in Medio Oriente è stata al centro anche di un contatto diretto tra Washington e Mosca. Il Cremlino ha riferito che Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto una conversazione telefonica durata circa un’ora.
Secondo Mosca, il colloquio è stato “proficuo” e ha toccato diversi temi, tra cui proprio la situazione in Medio Oriente, gli sviluppi della guerra con l’Iran, ma anche la guerra in Ucraina. Il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha riferito che lo zar ha informato il tycoon sulla situazione al fronte, in particolare sulla “riuscita dell’avanzata delle truppe russe nell’est” dell’Ucraina che “dovrebbe incoraggiare il regime di Kiev a risolvere il conflitto attraverso i negoziati“. Ushakov ha affermato poi che Putin ha sostenuto la necessità di “una rapida soluzione politica e diplomatica nel conflitto in Iran“.
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