Roma, 5 gennaio 2026 – Il clima di tensione tra Stati Uniti e Venezuela si è ulteriormente aggravato nelle ultime ore. Donald Trump, a bordo dell’Air Force One, ha ribadito la possibilità di un secondo attacco militare al Venezuela qualora Caracas non si conformasse alle richieste di Washington. Nel frattempo, la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodríguez, ha lanciato un appello per la pace e il dialogo, condannando l’azione militare statunitense e definendo l’operazione contro Nicolás Maduro un rapimento.

Trump minaccia un nuovo intervento: “Siamo pronti”
In un’intervista rilasciata ieri, Trump ha risposto con fermezza alla domanda sul possibile secondo attacco dopo la cattura di Maduro, ora detenuto negli Stati Uniti. “No, non è fuori questione. Se non si adegueranno, lanceremo un secondo attacco”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando che la situazione dipenderà anche dalle decisioni della nuova amministrazione statunitense. Riguardo alla presenza di truppe Usa in Venezuela, anche solo in una missione di mantenimento della pace, Trump ha affermato che tutto dipenderà dagli sviluppi futuri.
Trump ha inoltre esteso le sue minacce anche ad altri Paesi della regione, tra cui Colombia, Cuba e Messico, mentre ha promesso un “colpo durissimo” in caso di repressione in Iran. L’attenzione mediatica si concentra ora sull’udienza a New York di Maduro, atteso davanti a un giudice federale per accuse formali.
La risposta di Delcy Rodríguez: “Lavoriamo insieme per la pace”
Dal Venezuela, Delcy Rodríguez, in qualità di presidente ad interim, ha risposto con un messaggio trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale, invitando gli Stati Uniti a collaborare per un percorso di cooperazione e sviluppo condiviso. “Il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra”, ha detto Rodríguez. Ha inoltre sottolineato la volontà del Venezuela di vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale.
Durante la sua prima riunione di gabinetto, Rodríguez ha annunciato l’istituzione di una commissione di alto livello incaricata di ottenere il rilascio di Maduro e di sua moglie Cilia Flores, attualmente detenuti negli Stati Uniti. L’azione militare statunitense ha causato anche la morte di 32 militari cubani impegnati in missioni di cooperazione e difesa in Venezuela, evento che ha suscitato profondo cordoglio a Caracas.
Le tensioni internazionali restano alte, con reazioni divergenti da parte di diversi attori mondiali, tra cui la Cina e l’Iran, che hanno espresso sostegno al governo venezuelano e criticato l’uso della forza da parte degli Stati Uniti. Intanto, in America Latina, il presidente colombiano Gustavo Petro ha invitato la popolazione a mobilitarsi in difesa della sovranità nazionale, replicando alle minacce statunitensi.
La possibile riapertura dell’ambasciata Usa
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa EFE, in queste ore Trump starebbe valutando la possibile riapertura dell’ambasciata statunitense in Venezuela. Al momento non sono disponibili altre in formazioni in merito alla possibile scelta del presidente.






