Florida, 28 marzo 2026 – In un contesto internazionale sempre più teso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuove mosse militari che confermano l’aggressività della sua politica estera, focalizzata sull’uso della forza come strumento di pace e controllo geopolitico.
Le nuove operazioni militari di Trump: da Venezuela a Cuba
Durante il Future Investment Initiative Priority Summit in Florida, Trump ha dichiarato apertamente che “Cuba è la prossima” dopo le recenti operazioni in Venezuela e in Iran. L’intervento militare negli scorsi mesi ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, detenuto ora negli Stati Uniti dopo l’Operazione Absolute Resolve, una complessa azione condotta dalla Delta Force e dalla CIA che ha visto il blitz della fortezza di Fuerte Tiuna in meno di un minuto.
Maduro, accusato di narco-terrorismo e traffico di droga, è stato rimosso dal potere e sostituito dalla vicepresidente ad interim Delcy Rodríguez. Trump ha sottolineato come la sua amministrazione abbia agito “per mantenere la pace attraverso la forza“, ribadendo la necessità di schierare un esercito potente e pronto all’azione.
Tensioni in Medio Oriente e il ruolo della Nato
Parallelamente, la crisi nello Stretto di Hormuz continua a essere un punto critico. Trump ha criticato duramente la Nato, definendola una “tigre di carta” dopo il rifiuto degli alleati di partecipare direttamente al conflitto contro l’Iran. A fronte di un blocco strategico che ha fatto impennare i prezzi del petrolio, il presidente ha intensificato il dispiegamento militare nella regione, inviando ulteriori navi da guerra e migliaia di marine, preparandosi a possibili operazioni di terra, inclusa l’occupazione della strategica isola iraniana di Kharg.
Nonostante le offerte di cooperazione di Russia – rifiutate da Washington – gli USA guidano con decisione la linea dura contro Teheran, auspicando la riapertura dello stretto come condizione imprescindibile per la stabilità economica globale.





