New York, 16 gennaio 2026 – In un durissimo intervento, il presidente americano Donald Trump ha definito la situazione economica e politica ereditata come un “disastro“, sottolineando tuttavia che i prezzi stanno finalmente diminuendo. Nel suo discorso, Trump ha attaccato con decisione i politici accusandoli di corruzione e frode in diversi Stati americani, dal Minnesota alla California, ribadendo inoltre le sue critiche all’Obamacare, definito inefficace nel sostenere realmente gli americani e troppo favorevole alle compagnie assicurative.
Trump e la battaglia contro la corruzione politica
Il presidente Trump ha puntato il dito contro una vasta rete di politici corrotti, evidenziando come la gestione precedente abbia lasciato il paese in condizioni critiche. L’accusa si estende a livello nazionale, coinvolgendo Stati chiave come il Minnesota e la California, dove, secondo Trump, si sarebbero verificati significativi episodi di frode politica e amministrativa. Questa posizione si inserisce in una strategia più ampia di Trump, che mira a presentarsi come il leader capace di ripulire il sistema politico statunitense.
Le politiche energetiche e il ruolo delle big tech
Parallelamente alle critiche politiche, Donald Trump ha avanzato una proposta volta a far pagare alle grandi aziende tecnologiche, in particolare quelle impegnate nell’intelligenza artificiale (IA), i costi energetici derivanti dal loro utilizzo massiccio di elettricità. In collaborazione con i governatori di diversi Stati del Nord-Est, Trump sostiene un’asta emergenziale per l’elettricità all’ingrosso che obbligherebbe queste aziende a finanziare nuovi impianti energetici, evitando così di gravare sulle bollette di famiglie e imprese. La società Pjm Interconnection, che serve 67 milioni di clienti, gestirà un’asta che prevede contratti di 15 anni per la costruzione di nuove strutture energetiche, facendo sì che la spesa energetica sia sostenuta direttamente dai colossi tecnologici.
Queste iniziative si inseriscono nel contesto più ampio della politica energetica di Trump, che ha puntato fin dal suo insediamento nel 2025 a rilanciare l’industria energetica nazionale, con un occhio particolare all’indipendenza energetica degli Stati Uniti e alla promozione di fonti energetiche tradizionali. Tuttavia, la strategia si confronta con le sfide poste dalla transizione globale verso le energie pulite e dalla crescente domanda di energia da parte dei data center.

Infine, si segnala che domani è previsto un incontro molto atteso fra Trump e il primo ministro slovacco Robert Fico presso la residenza di Mar-a-Lago in Florida, occasione per discutere le relazioni bilaterali e questioni di politica internazionale, tra cui l’energia nucleare civile e le tensioni globali.






