LONDRA, 13 MARZO 2026 – La guerra in Medio Oriente, innescata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dalla conseguente reazione di Teheran, ha avuto un impatto devastante sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, via cruciale tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman per il trasporto globale di idrocarburi e merci.
Secondo i dati dei Lloyd’s di Londra, leader mondiale nelle assicurazioni marittime, nelle prime due settimane di conflitto sono stati registrati soltanto 77 transiti navali attraverso lo stretto, a fronte dei 1.229 dello stesso periodo nel 2025. Una riduzione netta che evidenzia il blocco imposto dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana, il quale, come annunciato dalla nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, resterà in vigore fino alla fine delle ostilità.
Il ruolo delle flotte commerciali fantasma
Bridget Diakun, capo analista di Lloyd’s List Intelligence, ha spiegato che quasi tutte le navi passate dallo Stretto di Hormuz dall’inizio del conflitto appartengono a quelle definite “flotte commerciali fantasma”, ovvero imbarcazioni gradite a Teheran e ai suoi alleati, che riescono a eludere il blocco iraniano. Questo fenomeno sottolinea il ruolo strategico di queste navi “ombra” nel mantenere, seppur in misura molto ridotta, un minimo di flusso commerciale in una delle rotte più sensibili del pianeta.
Nel medesimo arco temporale, i Lloyd’s hanno registrato almeno 20 attacchi contro navi cargo, di cui una decina petroliere, lungo una rotta che normalmente gestisce circa un quinto del traffico mondiale di petrolio e gas liquefatto.
Tensioni e sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz
Il blocco dello Stretto di Hormuz rappresenta un elemento centrale nelle tensioni geopolitiche della regione, dove la sicurezza marittima è costantemente minacciata da azioni militari e sabotaggi. La riduzione drastica del traffico navale evidenzia non solo l’impatto immediato del conflitto sull’economia globale, ma anche le difficoltà operative e i rischi crescenti per le compagnie di navigazione internazionale.
Il controllo dello Stretto di Hormuz, arteria vitale per l’approvvigionamento energetico mondiale, resta quindi un nodo cruciale nel conflitto in Medio Oriente, con ripercussioni che si riflettono ben oltre i confini regionali.
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