Washington, 22 marzo 2026 – Il progetto di costruzione di un nuovo muro anti-migranti lungo il fiume Rio Grande, nel cuore del parco nazionale di Big Bend, nel deserto del Texas, ha riacceso le tensioni nelle comunità locali. Nonostante la maggior parte degli abitanti di queste zone abbia sostenuto Donald Trump nelle ultime elezioni, l’iniziativa ha generato una forte opposizione popolare.
Il progetto del muro anti-migranti in Texas
Secondo quanto riportato dal Washington Post, il muro rappresenta solo una parte di un piano più ampio promosso dall’amministrazione Trump, che prevede la costruzione di barriere di confine in parchi nazionali iconici, terre pubbliche e ambienti ecologicamente sensibili. Il finanziamento per questi lavori è stato garantito dal cosiddetto ‘Big Beautiful Bill’, una legge di spesa che destina complessivamente 46,5 miliardi di dollari a questi progetti.
La barriera, definita “muro intelligente”, dovrebbe sorgere in aree desertiche del Texas e anche in zone della California, dell’Arizona e del New Mexico. Tuttavia, a Terlingua, una cittadina nel sud-ovest del Texas, la costruzione lungo il Rio Grande – un fiume sacro e confine naturale tra Stati Uniti e Messico – ha suscitato proteste diffuse. Qui, oltre ai numerosi rilevatori già installati, la barriera rischia di compromettere gravemente l’economia locale, che trae circa 54 milioni di dollari l’anno dal turismo. Infatti, oltre la metà dei visitatori arriva per esplorare il fiume in canoa o per visitare i suoi canyon.
Nel recente fine settimana, centinaia di persone hanno manifestato per le strade di Terlingua con cartelli recanti slogan come “No wall” e “No al muro”, esprimendo così il dissenso nei confronti del progetto.
Il contesto storico e politico del muro di confine
La barriera al confine tra Stati Uniti e Messico ha una storia che risale agli anni ’90, con la sua costruzione iniziata durante l’amministrazione di George H. W. Bush. Nel corso delle successive presidenze, tra Clinton, Bush e Obama, sono stati realizzati vari tratti della barriera, principalmente nelle zone urbane con maggior numero di attraversamenti illegali. Il confine, lungo oltre 3.169 km, è caratterizzato da differenti conformazioni territoriali e la barriera non è una struttura continua.
Donald Trump, durante la sua prima presidenza, aveva promesso un significativo potenziamento di questa barriera, ribattezzata “muro di Trump”, con l’obiettivo di estenderla di centinaia di miglia. Tuttavia, solo una parte delle nuove sezioni è stata effettivamente costruita su terreni precedentemente privi di barriere.
Dopo una sospensione temporanea dei lavori con l’avvento dell’amministrazione Biden, il progetto è stato rilanciato nel 2023 a causa dell’aumento degli attraversamenti migratori, nonostante le critiche sull’efficacia della barriera stessa.
Le tensioni attuali a Terlingua riflettono quindi un dibattito più ampio, che coinvolge questioni ambientali, economiche e di sicurezza, nonché la complessità delle politiche migratorie statunitensi sul confine sud-occidentale.






