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Home Esteri

Teheran minaccia: “Se gli Usa colpiscono centrali, chiuderemo completamente lo Stretto di Hormuz”

La minaccia iraniana agita i mercati energetici e accende l’allerta internazionale. Cresce la pressione diplomatica per evitare un’escalation militare in Medio Oriente

by Marco Andreoli
22 Marzo 2026
Stretto di Hormuz

Stretto di Hormuz | Public domain, via Wikimedia Commons - alanews

Teheran, 22 marzo 2026 – In un clima di crescente tensione internazionale, le forze armate iraniane hanno lanciato una dura minaccia agli Stati Uniti, promettendo di chiudere completamente lo Stretto di Hormuz qualora Washington dovesse attaccare le centrali elettriche del Paese. La dichiarazione è stata diffusa dal comando operativo militare Khatam al-Anbiya attraverso un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato iraniana.

La minaccia di chiusura dello Stretto di Hormuz

«Se le minacce degli Stati Uniti riguardo alle centrali elettriche dell’Iran saranno attuate… lo Stretto di Hormuz sarà completamente chiuso e non verrà riaperto finché le nostre centrali elettriche distrutte non saranno ricostruite», si legge nel comunicato. Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo strategico cruciale per il transito di circa il 20% del petrolio mondiale e la sua chiusura rappresenterebbe un colpo pesantissimo per i mercati energetici globali. Nonostante l’Iran abbia già limitato fortemente il transito navale, secondo la società di analisi Kpler circa il 5% del volume precedente alla guerra riesce ancora a passare.

Questa nuova escalation si inserisce in un contesto di scontri militari in Medio Oriente, con gli Stati Uniti che, negli ultimi mesi, hanno condotto attacchi mirati contro siti nucleari iraniani, in coordinamento con Israele. Gli attacchi hanno colpito impianti fondamentali per il programma atomico di Teheran, suscitando la condanna di Mosca e preoccupazioni internazionali riguardo a un possibile ampliamento del conflitto regionale.

Il contesto internazionale e le reazioni

Il presidente statunitense Donald Trump ha recentemente autorizzato raid contro tre siti nucleari iraniani, definendo i danni «monumentali» e sottolineando la precisione degli attacchi. In risposta, l’Iran ha dichiarato che ogni obiettivo americano nella regione sarà considerato un «bersaglio legittimo», minacciando rappresaglie contro basi Usa in Iraq e Siria. Trump ha più volte detto che Hormuz sarà riaperto.

Le tensioni hanno spinto vari leader internazionali, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, a esortare al contenimento della crisi e a favorire il dialogo diplomatico. Nel frattempo, in Iran, si sono svolte manifestazioni di protesta contro gli attacchi americani, con slogan contro gli Stati Uniti e Israele.

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha disposto l’innalzamento dell’allerta nelle basi italiane all’estero, mentre la premier Giorgia Meloni ha intensificato i contatti con i partner internazionali per monitorare la situazione e promuovere una ripresa dei negoziati.

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti rimangono dunque altissime, con lo Stretto di Hormuz al centro di una nuova e potenzialmente pericolosa fase di confronto.

Tags: Stati UnitiStretto di Hormuz

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